– Salvatore Turi Palidda

Ora la scommessa è: Il Nuovo Fronte Popolare riuscirà a governare? Il mandato popolare non potrà essere tradito!

Ma Macron tenterà di difendere le sue leggi e riforme scellerate che il programma del NFP vuole abrogare.

Parigi, piazza Stalingrado: raduno di massa trenta minuti dopo la chiusura dei ballottaggi e dopo i primi sondaggi per gridare in italiano: Siamo tutti antifascisti!

Il Nuovo Fronte Popolare (NFP) con i 13 della Gauche ha conquistato 195 seggi, il partito di Macron (Ensemble) arriva a 163 e il partito di Le Pen-Bardella (Rassemblement National) 143, la destra tradizionale 46 e altri di destra 14. Contro tutte le previsioni dei media di destra e anche di sinistra, il RN s’è piazzato solo terzo. Quindi non c’è la maggioranza che deve essere di almeno 289 seggi.

Macron ha in parte vinto la sua scommessa grazie alla rinuncia dei candidati del NFP a presentarsi nelle circoscrizioni in cui si sono piazzati terzi. Ma non tutti i candidati di Macron hanno rispettato questa scelta di patto antifascista e in alcuni casi hanno anche preferito sostenere le destre.

É alquanto sconcertante che anche a sinistra la campagna elettorale sia stata centrata sulla paura dell’arrivo dei fascisti al potere anziché sull’appello a sostenere il programma del NFP che invece ha mobilitato la maggioranza degli elettori e tutti i sindacati.

Tutti i media hanno dato credito alle calunnie contro la France Insoumise (LFI) e soprattutto contro Mélenchon accusato con infamia sfacciata di essere antisemita perché è antisionista.

Al di là delle critiche anche plausibili a questo leader per il suo stile da vecchio capo della sinistra, è però grazie a lui che LFI è diventato il primo partito del NFP ed è Mélenchon che per primo ha fatto appello alla rinuncia dei candidati NFP piazzati terzi per sbarrare il successo al RN.

Ed è del tutto legittimo che già poco dopo la chiusura dei ballottaggi abbia proposto che Macron chieda al NFP di formare il governo. E i leader dei tre partiti di questa coalizione hanno dichiarato che decideranno insieme chi proporre come capo del governo. Macron per ora non si è espresso; è probabile che proponga di formare un governo NFP-Ensemble, ma a quali condizioni?

Non è escluso che cerchi di dividere i tre partiti del NFP, ma sarebbe un tradimento storico gravissimo del mandato popolare!

Ecco le principali sfide: l’abrogazione della legge fascista e razzista contro l’immigrazione; l’abrogazione della riforma sulle pensioni e l’introduzione del salario minimo; l’abrogazione della legge sicuritaria contro il presunto “comunitarismo” e quindi contro tutti gli stessi francesi di origine straniere che non sono di religioni cristiane; la riforma della scuola che attualmente accentua il classismo e l’insegnamento sciovinista; la cessazione delle misure economiche liberiste e infine un ripensamento sulle pretese belliciste di mandare in Ucraina perfino soldati.

Anche secondo Le Monde (che sta quasi sempre dalla parte del presidente della Repubblica, in nome della difesa dell’interesse nazionale francese) all’interno di Ensemble c’è un forte malessere: da un lato ci sono quelli palesemente di destra che sarebbero anche a favore di un governo con il RN e dall’altro lato ci sono deputati che sono a favore del NFP e alcuni addirittura tentati di passare nei ranghi di questo Fronte.

Intanto sinora (ore 12,30 dell’8 luglio) Macron ha chiesto all’attuale capo del governo di rimanere primo ministro per il momento, per “assicurare la stabilità del paese”. Ovviamente per poter approdare a una qualche proposta ha bisogno di tempo, di sondare non solo il NFP ma anche i suoi stessi deputati che, gli uni e gli altri, nel frattempo formuleranno le loro ipotesi politiche. Insomma, per ora la partita resta aperta.

Intanto tutta la Francia ha festeggiato con manifestazioni e raduni di massa il successo del NFP, dimostrando che la maggioranza degli elettori non s’è fatta abbindolare dalle farlocche previsioni sbandierate da tutti i media.

Gli squadristi fascisti si sono subito messi a scorrazzare con passamontagna, bastoni e barre di ferro per alcune strade di Lione e di altre città.

Il ministro degli interni, il fascista Darmanin, forse sperava di giocare la carta dell’incidente grave e aveva sguinzagliato oltre 5 mila poliziotti in tenuta antisommossa solo a Parigi. É lui che dopo i ballottaggi ha avuto la faccia tosta di dichiarare: “Dobbiamo governare a destra e non creare alcuna coalizione con la France Insoumise e il Fronte Popolare”. Il suo ideale sarebbe quindi di fare un governo con il partito di Le Pen-Bardella.

Non è casuale che il più importante giornale della destra francese scriva allarmato che l’obiettivo del NFP di aumentare lo SMIG (il salario minimo garantito) a 1600 euro sarebbe una catastrofe, così come il ripristino della tassa sui ricchi e le loro eredità…

Ma i fascisti e squadristi amici di Darmanin sono sempre i soliti vigliacchi che mirano solo a colpire qualche militante di sinistra isolato… mentre centinaia di migliaia di manifestanti di sinistra hanno riempito le piazze, ricordando che la Francia è un paese fatto anche di immigrati

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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