Un dipendente o un operaio potrà mai ambire ad essere Presidente degli Usa? La domanda è retorica e la risposta è ovvia

Nel 2020 i candidati Biden e Trump spesero 15,1 miliardi di dollari, rapportati all’inflazione sarebbero 18,3 miliardi. Le stime per la tornata elettorale del 2024 sarebbero di 15,9 miliardi di dollari. Una cifra enorme rispetto ad otto anni fa quando la spesa superò di poco i 6,5 miliardi di dollari che con l’adeguamento all’inflazione sarebbero circa 8,5 miliardi.

È la democrazia dei miliardari.

Un dipendente o un operaio potrà mai ambire ad essere Presidente degli Usa? La domanda è retorica e la risposta è ovvia.

Non solo.

Aumentano i soldi spesi per la propaganda e diminuiscono i cittadini che si recano ai seggi elettorali. È un fenomeno di tutte le democrazie occidentali, perché?

Metà degli aventi diritto al voto non crede più nel sistema rappresentativo o semplicemente si adegua alle decisioni di una minoranza. Tanto che vinca l’uno o l’altro non cambierà nulla, pensano.

Questo fenomeno è iniziato alla fine degli anni Ottanta del secolo scorso. È coinciso con la fine della spinta propulsiva delle ideologie. È venuta meno cioè l’idea del cambiamento radicale della società.

Allora la domanda che dobbiamo porci oggi è: dovremo rassegnarci ai privilegi di pochi miliardari ed accontentarci di quel poco che il sistema distribuisce o nel futuro l’aumento delle diseguaglianze e delle ingiustizie farà rinascere uno spirito combattivo? 

Più semplicemente: è la vittoria definitiva del capitalismo o è solo una fase della storia?

I cicli sociali assomigliano ai cicli economici: così come ci sono fasi di espansione e di crisi ci sono altrettanti alti e bassi nella realizzazione di una società più giusta e comunitaria, di una società dove tutti possano vivere una vita dignitosa.

Tante conquiste sono state realizzate e tante altre si realizzeranno. Ci vorrà tanto tempo, ci vorrà tanta pazienza ma la direzione è tracciata.

La storia dell’uomo va verso un sistema economico, sociale e politico più giusto ed equo. È un cammino lento, ma è ineluttabile.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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