Il pieno controllo su Kurakhovo apre alle forze russe la strada verso Dnepropetrovsk
Il Ministero della difesa russo ha confermato che le forze di Mosca, mettendo fuori gioco, nel corso di mesi di combattimenti, una guarnigione ucraina di circa 15.000 uomini, hanno preso il pieno controllo della città di Kurakhovo, sulla direttrice di Donetsk, il cui possesso apre la strada verso Dnepropetrovsk.

È proprio da Kurakhovo, che costituiva per le forze armate ucraine il principale snodo logistico nel sudovest del Donbass, che il regime di Kiev ha continuato a lungo a bombardare Donetsk con sistemi di artiglieria americani e britannici.
Nel corso di dieci anni, è detto nel comunicato del Ministero della difesa russo, il regime di Kiev ha trasformato Kurakhovo «in una potente area fortificata, con una rete sviluppata di punti di tiro e comunicazioni sotterranee. Essendo la città difesa a nord da un ampio bacino idrico, questo ha limitato in modo significativo le capacità di manovra delle unità d’assalto russe» nei loro attacchi alla guarnigione di Kurakhovo, forte finora della 79ª Brigata d’assalto aviotrasportata, della 46ª Brigata mobile aerea, della 5ª Brigata pesante, la 33ª e la 157ª Brigata meccanizzata ucraine.
Per cercare di tenere Kurakhovo, ricorda Komsomol’skaja Pravda, i comandi ucraini hanno sacrificato, in assalti “macello”, 26 battaglioni per oltre 15.000 uomini, compresi mercenari stranieri, per l’80% liquidati dai russi, insieme a circa 3 mila pezzi di armamenti ed equipaggiamenti vari, compresi 40 carri armati e veicoli corazzati. Si calcola che Kiev abbia subito nell’area di Kurakhovo perdite quotidiane di 150-180 uomini, tra uccisi e feriti.
Già prima di diffondere la notizia sulla completa conquista della città, il co-presidente del Consiglio di coordinamento russo per l’integrazione delle nuove regioni, Vladimir Rogov, aveva detto che le truppe di Kiev avevano sospeso ogni resistenza organizzata a Kurakhovo, cessando di controllare le sue zone orientali, meridionali e centrali, mentre le aree residenziali erano già state liberate.
Di non secondaria importanza – se ne parlerà a breve – il fatto che, ancora secondo quanto dichiarato da Rogov, con la perdita di Kurakhovo, Kiev viene privata del controllo del più grande giacimento di litio nella parte occidentale della DNR.
