La domanda che lo scrittore ed ex senatore Gianrico Carofiglio vorrebbe fare alla premier Giorgia Meloni, ai membri di FdI ed ai nostalgici del fascismo è legittima e la risposta dovrebbe essere ovvia, ma così non è

L’8 settembre del 1943 il presidente del Consiglio Pietro Badoglio annunciò per radio l’armistizio con gli angloamericani. Il governo Mussolini, sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo, era caduto e il premier arrestato su ordine del Re Vittorio Emanuele III.

I militari dell’esercito italiano, i giovani e in genere gli italiani dovettero fare una scelta: arruolarsi nella Repubblica di Salò fondata dal Duce che intanto era stato liberato dai tedeschi, iniziare la lotta di Liberazione dall’occupazione nazifascista o rimanere indifferenti.

Seguirono 19 mesi di massacri, assassini, fucilazioni, torture, soldati mandati al fronte con le scarpe di pezza, città distrutte e popolazione ridotta alla fame. Per fortuna a vincere quella guerra furono coloro che stavano dalla parte giusta: i partigiani e tutti coloro che li sostennero a rischio della vita.

Il 2 giugno del 1946 gli italiani scelsero la Repubblica come forma di Governo ed elessero l’Assemblea costituente che scrisse ed approvò la Costituzione. Ovviamente i padri e le madri costituenti erano antifascisti.

La disposizione transitoria numero XII della Costituzione italiana sancisce: È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

La domanda che oggi vorrebbe porre lo scrittore Carofoglio ai nostri attuali governanti è quindi legittima.

Da che parte saresti stato dopo l’8 settembre 1943? Con i fascisti e i nazisti o avresti lottato per liberare l’Italia dall’occupazione e dalla dittatura?

La risposta dovrebbe essere ovvia, ma così non è.

Giovani ascoltatemi se non volete Voi scavarvi la fossa, se non volete che il Vostro domani sia un domani di servitù e di abiezione. Noi vogliamo difendere questa Repubblica, perché non c’è stata donata su un piatto d’argento. Questa Repubblica è costata vent’anni di lotta contro il fascismo, … due anni di guerra di Liberazione. ….  Quanti compagni di lotta hanno consumato la loro giovinezza in carcere, al confino, quanti giovani compagni sono caduti lungo il cammino della Resistenza. Quindi è una nostra conquista è una conquista Vostra. Lavoratori che mi ascoltate dovete difenderla, costi quel che costi’, Sandro Pertini.

Fonte: Associazione Nazionale Sandro Pertini

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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