(Foto di Comitato Terza Corsia Padova)
Per gli affamati e assetati di giustizia, sette anni di impunità per le 43 vittime del Ponte Morandi rappresentano un’ingiustizia insopportabile. A questa lunga attesa si aggiunge il dolore per la morte di Santiago Maldonado, avvenuta otto anni fa, rimasta anch’essa avvolta in un silenzio assordante (1).
Pochi giorni fa, una nuova perizia nel processo (bis) sul crollo del Ponte Morandi ha confermato (2) quanto già si sapeva: i difetti strutturali erano noti da anni, e la manutenzione carente è stata la causa principale di una tragedia che avrebbe potuto essere evitata. Durante l’ultima udienza, è emerso un documento cruciale: una mail datata 28 febbraio 2011, inviata dall’ingegnere Massimo Meliani, che all’epoca era il responsabile tecnico del Primo Tronco di Genova di Autostrade, al collega Maurizio Ceneri, responsabile della società incaricata dei controlli, Spea. Tale comunicazione dimostra senza ombra di dubbio che la dirigenza di Autostrade per l’Italia era consapevole dei rischi legati alla pila 9, il punto da cui si è innescato il crollo del 14 agosto 2018, costato la vita a 43 persone.
Nonostante queste comunicazioni interne, i test necessari non furono mai eseguiti. I periti del tribunale hanno ribadito che la tragedia si sarebbe potuta evitare con controlli più accurati e interventi adeguati. Ma chi sono i responsabili? Ad oggi, 58 persone tra dirigenti e tecnici di Autostrade, Spea e del Ministero dei Trasporti sono imputate per negligenza e mancata prevenzione, ma la strada verso la giustizia sembra ancora lunga.
Oltre al danno, la beffa: Autostrade per l’Italia, per oltre 20 anni sotto il controllo della famiglia Benetton, ha concluso nel 2022 un accordo per la cessione della società, incassando 9,3 miliardi di euro in denaro pubblico.(3) Nonostante le apparenze, l’azienda non è tornata sotto il controllo pubblico; ancora oggi, i privati continuano a guidare (4).
La memoria delle vittime del Ponte Morandi e di Santiago Maldonado è ancora viva. In attesa di una sentenza che tarda fin troppo ad arrivare, la comunità e i familiari chiedono risposte chiare e azioni concrete non solo perché tragedie simili non si ripetano mai più, ma anche affinché chi specula sulle spalle dei cittadini e beneficia di fondi pubblici venga chiamato a rispondere delle proprie azioni.
Note:
(1) La vera storia dei Benetton in Patagonia:
Altri articoli su Pressenza: https://www.pressenza.com/es/tag/santiago-maldonado/
(2)
Ponte Morandi, l’audio inedito. L’uomo dei Benetton al telefono: “Aveva un problema di progettazione, lo sapevamo. L’intera rete è vecchissima, da rifare. Tutto è a rischio”
(3)
Manifestazione davanti alla prefettura contro cessione Autostrade a Cdp
https://www.genovatoday.it/cronaca/autostrade-manifestazione-prefettura.html
Altri articoli su Pressenza: https://www.pressenza.com/it/tag/ponte-morandi/
(4)
Le autostrade italiane non sono “tornate pubbliche”. È ancora il privato a guidare