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La grande manifestazione per Gaza e la Pace che oggi ha riempito Roma di una nuova speranza si è svolta nel giorno del silenzio elettorale che precede il voto nel referendum su lavoro e cittadinanza che domani 8 e lunedì 9 giugno vedrà impegnato l’elettorato italiano in un indispensabile esercizio di democrazia.

Esiste un nesso ben preciso che lega questi due elementi, Gaza e il voto, che pure a molti potranno apparire sproporzionati dal punto di vista del loro valore morale.

Il punto che li lega, li rende ciascheduno l’altra faccia della stessa medaglia è il valore della democrazia quale fattore determinante della convivenza civile.

La democrazia è una fabbrica composita, composta di elementi diversi: libertà (in particolare, libertà di stampa e di associazione), eguaglianza (in particolare, eguaglianza di genere), diritti delle minoranze, rispetto del diritto, separazione dei poteri, controllo reciproco tra i poteri, periodiche e libere elezioni, decentramento dei poteri.

L’universalità del diritto non è un mito e non lo è il diritto dei popoli alla democrazia.

A prescindere dalla nostra visione del mondo, dall’aderire a questa o a quella tendenza storica, l’insieme della vicenda democratica che lega assieme la solidarietà per le vittime dei massacri di Gaza, l’affermazione del diritto di cittadinanza e quello del diritto alla dignità del lavoro meriterebbe maggior attenzione e rispetto, non tanto per assolvere alle legittime e pur importanti esigenze di affermazione morale e politica che la piazza romana di oggi ha saputo sollevare come del resto si registrerà anche domani dall’esito delle urne, ma per meglio comprendere le origini  della nostra democrazia repubblicana e il travaglio umano che la generò, dunque, mi permetto di aggiungere, anche per difenderla con più convinzione e cognizione di causa da ogni attacco o tentazione di involuzione autoritaria.

Di Franco Astengo

Lunga militanza politico-giornalistica ha collaborato con il Manifesto, l'Unità, il Secolo XIX,. Ha lavorato per molti anni al Comune di Savona occupandosi di statistiche elettorali e successivamente ha collaborato con la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Genova tenendo lezioni nei corsi di "Partiti politici e gruppi di Pressione", "Sistema politico italiano", "Potere locale", "Politiche pubbliche dell'Unione Europea".

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