Canale Il contesto di Giacomo Gabellini
L’Operazione Spiderweb, gli attentati contro le linee ferroviarie negli oblast’ di Bryansk e Kursk e l’ennesimo attacco contro il ponte sullo Stretto di Kerč’ per un verso attestano la capacità dell’Ucraina di infliggere colpi significativi alla Russia. Al punto da spingere il «Wall Street Journal» a pubblicare un editoriale a firma del “nouveau philosophe” Bernard-Henri Lévy in cui si sostiene che il successo conseguito dall’Operazione Spiderweb è indice del fatto che l’Ucraina vincerà la guerra. Per l’altro, testimoniano la volontà di Kiev di alzare il livello dell’escalation. Il presidente Putin ha denunciato la deriva terroristica del governo di Kiev, sottolineando che gli sponsor occidentali dell’Ucraina vanno ritenuti complici. D’altro canto, Putin si è sentito telefonicamente con il suo omologo statunitense Trump, il quale ha ribadito l’estraneità della sua amministrazione rispetto all’Operazione Spiderweb subito prima di rilanciare sul suo profilo Truth un recente editoriale del «Washington Post» a firma del noto neocon Marc Alexander Thiessen, già collaboratore di George W. Bush e Donald Rumsfeld, in cui si sostiene la proposta di legge volta a imporre dazi del 500% verso qualsiasi Paese che commerci con la Russia concepita dai senatori Lindsey Graham e Richard Blumenthal. Vale a dire gli stessi soggetti recatisi a Kiev per incontrare il presidente Zelensky solo pochi giorni prima dello scatenamento dell’Operazione Spiderweb. Nel corso del colloquio telefonico intercorso con Trump, Putin ha comunque messo in chiaro che la Russia reagirà alle azioni ucraine, mentre sul campo di battaglia la situazione volge sempre più a sfavore di Kiev. Parallelamente, il ministro degli Esteri russo Lavrov ha dichiarato che dietro alle operazioni ucraine in territorio russo c’è «al 100%» la mano britannica, e Mykola Azarov, primo ministro ucraino sotto la presidenza di Viktor Janukovyč, ha affermato che a livello di governo statunitense sarebbe già stata presa la decisione di “scaricare” Zelensky. Parliamo di tutto questo assieme a Jacques Baud, Saggista ed ex colonnello dell’intelligence svizzera specializzato in questioni russe ed europee, con impieghi presso la Nato e le Nazioni Unite.
