La super-escalation in atto sul teatro di guerra dell’aggressione di Israele all’Iran, con la minaccia di intervento diretto degli USA, sta facendo compiere un salto di qualità anche al dato di pericolosità della situazione in atto sul piano globale.
Questo elemento, incontrovertibile, muta di segno anche alla manifestazione del 21 giugno prossimo nata sulla base dell’opposizione al riarmo europeo: manifestazione sulla quale si erano addensati “distinguo” dettati soprattutto da questioni di natura di posizionamento sul piano della politica interna.
Adesso tutto questo deve cadere: è necessario che la manifestazione riesca e rappresenti un ulteriore tassello dell’opposizione alla guerra: perchè tutto questo travalica il piccolo quadro politico italiano ma si misura direttamente con la contraddizione più evidente del sistema planetario.
E’ necessario avere anche piena consapevolezza nell’urgenza della trasposizione sul piano internazionale di questa identità di opposizione alla guerra.
Appare evidente come si sta ricercando un nuovo assoluto dominio la cui instaurazione deve essere assolutamente impedita.
L’opposizione alla guerra va portata avanti con una forte determinazione unitaria anche se tutti noi abbiamo ben presenti le tante contraddizioni agenti nell’attualità di una sinistra debole soprattutto sul piano teorico e della prospettiva culturale.
Senza interrogarsi più di tanto (magari un po’ ipocritamente) sull’utilità dell’iniziativa
