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La Corte Suprema Federale del Brasile ha condannato l’ex presidente Jair Bolsonaro a 27 anni e 3 mesi di carcere, riconoscendolo colpevole di cinque gravi reati: tentato colpo di Stato, sovvertimento violento dello stato di diritto, associazione criminale, danneggiamento aggravato di beni federali e distruzione di proprietà protette.
Il contesto: l’assalto a Brasilia
La sentenza riguarda i fatti dell’8 gennaio 2023, quando migliaia di sostenitori di Bolsonaro, non accettando la vittoria elettorale di Luiz Inácio Lula da Silva, assaltarono le sedi delle istituzioni a Brasilia. Il Congresso, il palazzo Planalto e la Corte Suprema furono occupati e devastati prima dell’intervento della polizia. In quella giornata furono arrestate circa 2000 persone: oltre 1600 formalmente incriminate e più di 300 già condannate a pene da 1 a 17 anni.
Bolsonaro e il complotto
I giudici hanno stabilito che Bolsonaro non fu un semplice spettatore, ma il promotore di un complotto eversivo con il sostegno di settori militari volto a rovesciare il risultato elettorale e mantenere il potere con la forza.
Conseguenze e reazioni
Con i suoi 70 anni, la condanna equivale di fatto a una fine carriera politica e a un lungo periodo dietro le sbarre. La procura aveva chiesto 43 anni di carcere, ma la pena comminata resta tra le più dure mai inflitte a un ex capo di Stato brasiliano.
La decisione ha suscitato reazioni all’estero. Alcuni ambienti politici negli Stati Uniti hanno parlato di condanna “ingiusta” e minacciato ripercussioni economiche verso il Brasile. Una posizione che rischia di apparire paradossale: Washington si erge spesso a paladina della democrazia, ma in questo caso sembra preoccuparsi più della sorte di un ex presidente condannato per eversione che della difesa delle istituzioni democratiche brasiliane.
Uno spartiacque per la democrazia brasiliana
Al di là delle pressioni esterne, la condanna segna uno spartiacque: il Brasile ha dimostrato di saper difendere le proprie istituzioni democratiche, inviando un messaggio chiaro a chiunque pensi di piegarle con la forza.
