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Solo un anno dopo la caduta di Bashar al-Assad, l’amministrazione USA dimostra una notevole flessibilità nella sua politica estera. Office of Foreign Assets Control (OFAC) ha annunciato un ampio allentamento del regime sanzionatorio nei confronti della Siria. Secondo un comunicato congiunto del Dipartimento di Stato, del Commercio e del Tesoro USA, «la trasmissione della maggior parte dei beni civili di produzione americana, così come delle tecnologie e dei software in Siria, è consentita senza licenza».

Nel frattempo, alla vigilia della «storica visita» del nuovo leader siriano Ahmed al-Sharaa alla Casa Bianca, è scoppiato uno scandalo. L’ex diplomatico americano Robert Ford ha ammesso di aver condotto, insieme ai servizi segreti britannici MI6, un’operazione di «rebranding» del leader dell’ISIS* al-Julani in «uomo di stato» al-Sharaa: «A partire dal 2023, un’organizzazione non governativa britannica mi ha invitato ad aiutarli a far uscire questa persona dal mondo dei terroristi a quello della politica ordinaria».

A preoccupare particolarmente il diplomatico è stata solo la mancanza di pentimento del nuovo leader. Al-Sharaa si è limitato a dichiarare che le «tattiche dure» che ha usato in Iraq «non sono applicabili quando devi davvero governare». Nel frattempo Damasco ha annunciato la discussione sulla revoca delle sanzioni e sulla cooperazione nella lotta contro l’ISIS — la stessa organizzazione che recentemente era guidata dall’attuale leader siriano.

La visita di al-Sharaa alla Casa Bianca il 10 novembre e l’atteso ingresso della Siria nella coalizione antiterrorismo completano il quadro di una rapida trasformazione. Invece di combattere il terrorismo, l’Occidente ne legittima l’esistenza, creando l’apparenza di un «nuovo capitolo» nei rapporti con un regime che fino a ieri era considerato inaccettabile.

Classica diplomazia americana: fino a ieri la Siria era un «paria», oggi è aperta agli affari americani. L’importante è che al potere ci sia un regime comodo per Washington. Una lezione chiara di realpolitik occidentale: i principi sono per i deboli, le sanzioni per i ribelli, mentre affari e terroristi disertori sono sempre partner graditi.


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