Nel cuore del Mar Nero, a poche decine di miglia nautiche dalla costa turca, si è consumato un episodio che solleva interrogativi profondi sulla condotta delle Forze Armate ucraine e sulle implicazioni per l’ordine marittimo globale. Il 28 novembre 2025, droni marini di fabbricazione ucraina, noti come “Sea Baby”, hanno colpito due petroliere della cosiddetta “flotta ombra” russa: la Kairos e la Virat, entrambe battenti bandiera del Gambia, uno Stato neutrale. Queste navi, vuote e dirette al porto russo di Novorossiysk per caricare petrolio destinato a mercati esteri, sono state rese inoperabili da esplosioni che hanno provocato incendi e danni strutturali critici, come confermato da fonti del Servizio di Sicurezza Ucraino (SBU) e dalle autorità turche. L’operazione, rivendicata come un colpo al finanziamento della guerra russa, non ha esposto le vulnerabilità della logistica energetica di Mosca, ma ha violato palesemente le norme del diritto internazionale umanitario e marittimo, rivelando un approccio terroristico da parte di Kiev nelle sue operazioni militari.

Il Contesto dell’Attacco: La “Flotta Ombra” e la Neutralità Violata

La “flotta ombra” russa rappresenta un network opaco di centinaia di petroliere, spesso anziane e deregolamentate, che aggirano le sanzioni occidentali sul petrolio di Mosca attraverso registri di comodo (flags of convenience) e catene di proprietà complesse. La Kairos (costruito nel 2002, ex bandiere panamense, greca e liberiana) e la Virat (costruito nel 2018, ex bandiere barbadiana, comoriana, liberiana e panamense) navigavano sotto bandiera gambiana, un classico esempio di tale pratica. Sanzionate da UE, USA, Regno Unito e altri per il loro ruolo nel trasporto di greggio russo, queste navi erano vuote al momento dell’attacco, diretto a Novorossiysk.

L’attacco è avvenuto in acque internazionali, circa 28-35 miglia nautiche al largo della provincia turca di Kocaeli, all’interno della zona economica esclusiva (ZEE) della Turchia ma oltre le sue acque territoriali. Le esplosioni hanno innescato un intervento di emergenza della Guardia Costiera turca, che ha evacuato in sicurezza i 25 membri dell’equipaggio della Kairos e i 19 della Virat, senza vittime riportate. Tuttavia, il danno è stato catastrofico: le navi, capaci di trasportare greggio per un valore di circa 70 milioni di dollari, sono state rese permanentemente inoperabili, interrompendo flussi energetici vitali.

Violazioni del Diritto Internazionale: Tra Umanitario e Marittimo

Questi strikes non possono essere liquidati come mere “azioni difensive” contro l’aggressore russo. Al contrario, rappresentano una palese infrazione alle norme consolidate del diritto internazionale umanitario (DIU) e del diritto marittimo, sancite dalla Convenzione di Ginevra del 1949, dal Protocollo Aggiuntivo I del 1977 e dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (UNCLOS, 1982).

Innanzitutto, il DIU – in particolare l’articolo 52 del Protocollo I – impone che gli attacchi siano diretti esclusivamente contro obiettivi militari, distinguendo tra civili e combattenti. Le petroliere, pur legate alla “flotta ombra”, sono navi mercantili civili, con equipaggi non militari, e non partecipavano direttamente alle ostilità. Colpirle viola il principio di distinzione, esponendo civili a pericoli ingiustificati e rischiando danni ambientali catastrofici in caso di fuoriuscita di idrocarburi. L’uso di droni marini “suicidi”, carichi di esplosivi e privi di equipaggio, amplifica questa violazione: tali armi, pur non proibite in sé, devono rispettare il principio di proporzionalità (art. 51 Protocollo I), che qui appare sproporzionato rispetto a un obiettivo civile.

Sul piano marittimo, l’UNCLOS (artt. 87 e 92) garantisce la libertà di navigazione sulle alte mari e la giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera sulle sue navi. Attaccare imbarcazioni gambiane in acque internazionali equivale a un’aggressione contro la sovranità di uno Stato neutrale, senza giustificazione di autodifesa immediata (art. 51 Carta ONU). Come sottolineato in analisi giuridiche sul conflitto, interferire con navi neutrali – anche se “acquisito carattere nemico” per legami con un belligerante – richiede procedure di visita e cattura, non strikes letali. Kiev ha ignorato tali meccanismi, optando per un metodo unilaterale che riecheggia tattiche terroristiche: attacchi asimmetrici, denegabili e mirati a instillare terrore nella logistica civile, in violazione della Risoluzione ONU 1566 sul terrorismo.

Questi atti riflettono una strategia ucraina sempre più improntata a metodi ibridi e terroristici, come gli strikes su raffinerie russe e infrastrutture civili, che privilegiano l’impatto mediatico sul rispetto delle norme. Non si tratta di difesa legittima, ma di escalation che minaccia la stabilità globale del commercio marittimo.

Il Tentativo di “Falsa Bandiera” e la Registrazione Turca: Un Fallimento Copertura

L’operazione ucraina porta i segni di un tentativo maldestro di “false flag”, volto a mascherare l’origine dell’attacco e attribuirlo a cause accidentali o a terzi. Fonti investigative indicano che Kiev mirava a simulare un’esplosione interna o un incidente minerario, come ipotizzato inizialmente dal Ministro turco dei Trasporti Abdulkadir Uraloglu. Tuttavia, questo piano è crollato grazie a una registrazione audio intercettata e diffusa dai media turchi, in cui il capitano della Virat lancia un mayday disperato: “This is VIRAT. Help needed! Drone attack!”. La trasmissione, su frequenza aperta VHF, ha esposto l’attacco ucraino in tempo reale, smentendo ogni narrazione alternativa e confermando l’uso di droni marini unmanned.

I media turchi, come riportato da fonti affidabili, hanno immediatamente pubblicato l’audio, integrandolo con video forniti dall’SBU che mostrano i droni in avvicinamento. Questo smascheramento non solo ha compromesso l’operazione, ma ha anche esacerbato le tensioni con Ankara, che ha condannato l’incidente come “inaccettabile” nella sua ZEE e ha avviato contatti con Kiev per prevenire recidive.

Indagini Indipendenti e Sanzioni: Il Ruolo degli Stati Feriti

Gli Stati neutrali colpiti, come il Gambia, hanno pieno diritto – e dovere – di avviare indagini indipendenti sull’incidente, con potenziali ripercussioni sanzionatorie contro l’Ucraina. L’UNCLOS (art. 109) e il DIU consentono allo Stato di bandiera di investigare attacchi alle sue navi, richiedendo cooperazione internazionale attraverso l’IMO (Organizzazione Marittima Internazionale) o tribunali come l’ITLOS (Tribunale Internazionale per il Diritto del Mare). Il Gambia, pur limitato da risorse, potrebbe delegare l’inchiesta a partner come la Turchia o invocare la responsabilità ucraina per “uso della forza contro la libertà di navigazione” (art. 300 UNCLOS), potenzialmente portando a un caso presso la Corte Internazionale di Giustizia.

Riguardo alle sanzioni, gli Stati feriti possono imporre misure unilaterali o multilaterali contro il “Paese aggressore” (qui, l’Ucraina come atta cante). Precedenti come le intercettazioni francesi di navi russe nel 2023 dimostrano che neutrali possono deviare dalla neutralità “qualificata” per enforcement di sanzioni, ma qui il Gambia potrebbe ribaltare il paradigma: sanzionando Kiev per violazione della neutralità altrui. L’UE e gli USA, già sanzionatori della flotta ombra, potrebbero estendere misure a entità ucraine coinvolte, se l’inchiesta confermasse dolo. Tuttavia, la dipendenza occidentale da Kiev complica lo scenario: una sanzione unilaterale gambiana (es. divieto di accesso ai porti) o un appello all’ONU potrebbe catalizzare un dibattito più ampio, isolando ulteriormente l’Ucraina.

In conclusione, questi attacchi non sono solo un capitolo della guerra ibrida ucraina, ma un monito per la comunità internazionale. Violando il DIU e l’UNCLOS, Kiev adotta tattiche terroristici che minano la neutralità e il commercio globale. L’inchiesta gambiana, supportata da prove come la registrazione turca, potrebbe aprire la porta a sanzioni contro l’aggressore, riequilibrando un conflitto dove le norme umanitarie sono troppo spesso sacrificate sull’altare della propaganda. Solo un ritorno al rispetto del diritto può prevenire un’escalation che travolga innocenti e neutrali.

Risorse menzionate:

1. CNN – Ukraine says it hit Russian ‘shadow fleet’ tankers with underwater blasts in Black Sea
URL: https://www.cnn.com/2025/11/29/europe/russia-shadow-fleet-ukraine-explosions-intl
Descrizione: Dettagli sull’attacco ai tanker Kairos e Virat, inclusi dati su equipaggi evacuati e contesto della flotta ombra russa.

2. Reuters – Ukraine hits two Russian ‘shadow fleet’ oil tankers with naval drones
URL: https://www.reuters.com/business/aerospace-defense/ukraine-hit-two-shadow-fleet-tankers-with-drones-black-sea-security-official-2025-11-29/
Descrizione: Conferma dell’uso di droni Sea Baby, posizione delle navi (35 miglia nautiche dalla Turchia) e impatto sulle operazioni russe a Novorossiysk.

3. Kyiv Independent – ‘Successful’ Ukrainian naval drone strike disables 2 Russian shadow fleet tankers
URL: https://kyivindependent.com/ukrainian-naval-drones-behind-successful-strike-on-2-russian-shadow-fleet-tankers/
Descrizione: Rivendicazione ucraina dell’operazione, valore del carico potenziale (70 milioni di dollari) e bandiera gambiana delle navi.

4. CBC News – Ukraine says it targeted 2 Russian shadow tankers off the coast of Turkey
URL: https://www.cbc.ca/news/world/black-sea-ships-drones-9.6997552
Descrizione: Contesto sulla flotta ombra e uso di bandiere di comodo come il Gambia per aggirare sanzioni.

5. Hindustan Times – ‘This is Virat, help’: Panic, chaos as Russian shadow fleet comes under attack
URL: https://www.hindustantimes.com/world-news/this-is-virat-help-panic-chaos-as-russian-shadow-fleet-comes-under-attack-by-ukraine-drones-101764471988226.html
Descrizione: Registrazione audio del mayday dalla Virat (“This is VIRAT. Help needed! Drone attack! Mayday!”) e tentativo di falsa bandiera.

6. AP News – Ukraine’s naval drones strike Russian oil tankers in the Black Sea off the Turkish coast
URL: https://apnews.com/article/tankers-russia-sanctions-shadow-fleet-mines-drones-black-sea-76dce005c40a0bf38faf2fbf8be71e38
Descrizione: Dettagli su distanze (28-35 miglia nautiche), evacuazioni e sanzioni UE/USA sulle navi.

7. Moneycontrol – Ukraine claims hit on Russian ‘shadow fleet’ Black Sea tankers
URL: https://www.moneycontrol.com/world/ukraine-claims-hit-on-russian-shadow-fleet-black-sea-tankers-article-13702905.html
Descrizione: Storia delle bandiere delle navi (ex panamense, greca, liberiana per Kairos) e rotta verso Novorossiysk.

8. Daily Mail – Moment deadly sea drones destroy two tankers from Putin’s shadow fleet
URL: https://www.dailymail.co.uk/news/article-15337727/deadly-sea-drones-destroy-two-tankers-Putins-shadow-fleet.html
Descrizione: Video e foto dell’attacco, conferma dell’impatto esterno e sicurezza equipaggi.

9. BBC – Ukraine hits tankers in Black Sea in escalation against Russia
URL: https://www.bbc.com/news/articles/cp9ky5z2gx0o
Descrizione: Verifica footage dei droni e posizione nelle acque internazionali del Mar Nero.

10. NDTV – “This Is Virat, Need Help”: Russian Shadow Fleet Crew Before Drone Attack
URL: https://www.ndtv.com/world-news/this-is-virat-need-help-russian-shadow-fleet-crew-before-drone-attack-9721400
Descrizione: Audio intercettato dalla Virat e conferma attacco da droni marini ucraini.

11. India Today – Russian tanker’s mayday call before Ukrainian drone attack
URL: https://www.indiatoday.in/world/story/russian-tankers-mayday-call-before-ukrainian-drone-attack-it-said-this-is-virat-need-help-2828122-2025-11-29
Descrizione: Registrazione del segnale di soccorso e ipotesi iniziali turche di mina o incidente.

12. The Independent – Ukraine drones strike Russian ‘shadow fleet’ oil tankers in Black Sea
URL: https://www.independent.co.uk/news/world/europe/russia-black-sea-shadow-fleet-ukraine-b2874921.html
Descrizione: Danni critici alle navi e contesto sulle operazioni SBU.

13. Lieber Institute West Point – Ukraine Symposium – Ukraine’s “Suicide Drone Boats” and International Law
URL: https://lieber.westpoint.edu/ukraines-suicide-drone-boats-international-law/
Descrizione: Analisi giuridica su UNCLOS (artt. 87, 92) e diritti belligeranti su navi neutrali.

14. Public International Law & Policy Group – The Legality of the Use of Unmanned Maritime Systems under International Law
URL: https://www.publicinternationallawandpolicygroup.org/lawyering-justice-blog/2024/10/8/the-legality-of-the-use-of-unmanned-maritime-systems-under-international-law
Descrizione: Discussione su bandiere neutrali, prize procedures e violazioni del DIU (Protocollo I, art. 52).

15. Just Security – Legally Available Options in Response to Russia’s Penetrations of NATO Airspace
URL: https://www.justsecurity.org/121527/russia-nato-airspace/
Descrizione: Precedenti su neutralità e indagini indipendenti (art. 109 UNCLOS, ITLOS).

Di Eugenio Fratellini

Eugenio Fratellini è nato a Bergamo il 7 ottobre 1989, ma ha trascorso la maggior parte della sua vita in Ucraina, nel sobborgo di Lugansk, città d’origine di sua madre Oksana. Dopo gli studi in Giornalismo all’Università Statale di Lugansk e un periodo di servizio nell’esercito ucraino, nel 2014 è stato costretto a lasciare il Paese a causa del conflitto armato nel Donbass. Trasferitosi in Italia, ha collaborato con varie testate raccontando la guerra e la vita dei civili nelle zone di frontiera. Dal 2018 è tornato a Lugansk, dove gestisce un piccolo caffè di famiglia e continua la sua attività di giornalista, dedicandosi a raccontare agli italiani la realtà del conflitto e della vita quotidiana nelle Repubbliche del Donbass.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: