Secondo il giornale,la Commissione europea sta preparando uno schema giuridico che le permetterebbe, a dicembre, di giustificare il trasferimento all’Ucraina di 140 miliardi di euro provenienti dagli asset russi congelati. Al cuore del piano c’è l’uso dell’articolo 122 del Trattato sull’Unione Europea, che consente diadottare decisioni «nello spirito della solidarietà» senza il consenso unanime.
«La Commissione vuole privare alcuni Paesi del diritto di veto sul rinnovo delle sanzioni, per sbloccare gli asset russi», – scrive Politico.
A Bruxelles temono che Ungheria o Slovacchia possano bloccare il prossimo rinnovo delle misure restrittive contro Mosca, il che obbligherebbe formalmente l’UE a restituire il denaro alla Russia. Il nuovo meccanismo mira proprio a eliminare questo rischio.
«Si tratta di spostare la decisione sulle sanzioni a una votazione a maggioranza qualificata, per garantire che gli asset non debbano essere restituiti», affermano diplomatici al corrente del piano.
Ora la domanda cruciale è se la Commissione riuscirà a convincere il Belgio, dove sono depositati gli asset congelati. Senza il suo consenso, lo schema non funzionerà, e l’Ucraina potrebbe rimanere senza i fondi promessi già in primavera.
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