Salvador Allende e Nicolás Maduro

Combatterò come un soldato per un Venezuela libero, contro ogni imperialismo e contro chi vuole toglierci la nostra bandiera, la cosa più sacra che abbiamo. … Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione.’, dichiarava Diego Armando Maradona

Era l’undici settembre del 1973 quando con un colpo di Stato organizzato dalla Cia venne instaurata una dittatura militare in Cile.

Nel 1970 era stato eletto per la prima volta un socialista alla carica di presidente: Salvador Allende. Nonostante le difficoltà egli attuò la riforma agraria e un vasto piano di nazionalizzazioni. Il boicottaggio economico statunitense non gli impedì l’affermazione anche nelle elezioni del 1973.  

Il giorno del golpe, Allende non cederà, le sue ultime foto da vivo lo ritraggono con un elmetto e un mitra in mano. Il Presidente morirà negli scontri, chi dice assassinato, chi dice suicidato.

I giorni che seguiranno saranno tragici per il Cile. Nei diciassette anni di dittatura le vittime saranno almeno 32 mila.

La figura che abbatterà la democrazia cilena sarà quella di Augusto Pinochet, nominato un mese prima dallo stesso Allende come capo delle Forze armate.

Quello che sta avvenendo in queste ore in Venezuela è una tragica ripetizione di quello che avvenne oltre 52 anni fa. La logica americana è quella del colonialismo. L’obiettivo principale è la riserva di petrolio del paese sud-americano.

Per mantenere la supremazia mondiale è necessario avere il potere economico oltreché militare e per farlo è indispensabile il controllo delle risorse energetiche. Non c’è un’altra spiegazione all’atto di violazione del diritto internazionale e della sovranità perpetrato dagli Usa ai danni del popolo venezuelano.

Negli anni Settanta c’era la scusante ideologica, oggi è solo economica. Chi in queste ore giustifica l’operato del governo americano è complice e servo, oltreché politicamente insignificante. 

Dopo questo atto di guerra chi potrà protestare se Putin arriverà a Kiev, chi potrà accusare la Cina di ledere il diritto internazionale se deciderà di invadere Taiwan o se Netanyahu attaccherà il Libano? D’ora in poi tutto è possibile, è solo la logica del più forte. E’ una regressione culturale ed etica senza precedenti. 

Era il 1973 ed è il 2026 ed è sempre la stessa storia, la stessa indecenza, la stessa nefandezza. L’uomo è una delusione continua. Quando finiremo, se mai lo faremo, con l’odio e la prepotenza?

Combatterò come un soldato per un Venezuela libero, contro ogni imperialismo e contro chi vuole toglierci la nostra bandiera, la cosa più sacra che abbiamo. … Viva Chavez. Viva Maduro. Viva la rivoluzione.’, dichiarava Diego Armando Maradona, e come dargli torto.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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