Sigla di Fuori orario trasmissione di Raitre - Foto da artribune.org

Fluttua leggera, ma non sta affondando, semplicemente è sommersa, ma chi non lo è? Puoi fare finta di niente e puoi non saperlo, ma chi non lo è?

‘Fuori orario’ era una trasmissione che andava in onda in tarda serata su Rai tre alla fine degli anni Ottanta. L’argomento era il cinema e consisteva nella presentazione di un film d’autore a cui seguiva la sua visione. Quello che ritorna sempre di quel programma è la sigla. Si tratta quasi certamente del frammento di un cortometraggio.

Sulle note di Because the night di Patti Smith un pescatore si tuffa nelle acque del molo dove è ancorata la sua barca. Cerca qualcosa o qualcuno. Poi appena sotto la superficie appare una donna che fluttua leggera, ma non sta affondando, semplicemente è sommersa.

Non ha bisogno di respirare, è una fantasia del regista, come nei sogni non è necessario farlo.

È all’interno di una bolla.  È solare. È birichina. Ha lo spirito da fanciullina. Ti guarda con un sorriso beffardo, di chi sa di aver fatto una marachella e non sa nasconderlo. Magari sta ricordando quella sua prima volta sulla neve, vi rimase per pochi minuti ma era felice come una bambina. Di certo fu un regalo per chi c’era. E per entrambi furono momenti che valgono una vita intera. 

E’ un’ape regina. Sceglie e scarta. Sembra dire sono io che decido, ma non sa che è solo un’illusione. L’acqua la protegge, la nasconde da chi in superficie vuole carpire la sua leggerezza, la sua sensualità, la sua dolcezza. A volte riemerge, e lo fa per sé stessa ma non è egoista. Per tanti è come un’isola impossibile da raggiungere, puoi solo circumnavigarla, ma non puoi sbarcare. Se ti avvicini Lei si allontana. Non puoi toccarla è solo fantasia, è solo un frame sullo schermo. Ti rimane impressa, non puoi cancellarla dalla tua mente, ti possiede e ti possiederà. E non puoi farci nulla. Ti guarda con una tenerezza a cui non sai rinunciare, poi ti costringe a girarti, ma non puoi scappare, resterà nella memoria, resterà un altro vuoto incolmabile.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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