Alicudi, Sicilia - (foto di Giovanni Pulvino)

Guardi l’orizzonte ed hai la sensazione di stare sospeso tra cielo e mare, ma non è leggerezza, è dubbio, è incomprensione, è un dimenticarsi che non viene

Il titolo inganna, l’isola non è mia, anzi non ci sono mai stato e non so neanche quanti sono gli abitanti. Ma a questo possiamo rimediare chiedendolo a Copilot che confidenzialmente mi chiama Cicci, chissà perché. Sono circa 100. Per questa volta non facciamo nessun’altra verifica e ci fidiamo dell’intelligenza artificiale.

Confermo che non ho nessun diritto di proprietà o di possesso e neanche uno straccio di concessione, ma in un certo senso Alicudi è mia. Fa parte del mio immaginario e di chissà di quanti altri. Il fatto è che tutte le mattine, ma proprio tutte, è la prima cosa che vedo guardando l’orizzonte, che sta lì, oltre i tetti delle case della borgata, oltre il ponte della ferrovia.

Alicudi fa parte del quotidiano. È una presenza costante. Sembra che ti stia osservando, si assicura che ci sei, che non stai facendo stupidaggini.

Durante la giornata spesso cambia colore. All’alba è arancione, subito dopo diventa celeste se il mare è calmo, blu se c’è vento di maestrale o di tramontana, nel pomeriggio assume colori sbiaditi tra il celeste e il bianco, al tramonto diventa di nuovo arancione fino a svanire con l’oscurità.

Raramente è nascosta dal mal tempo o dalla foschia. In ogni caso sai che c’è, che è lì, questo basta.

Una mattina, come Fantozzi, aveva la sua nuvoletta personale. La nuvoletta dell’impiegato è diventata, per qualche ora, la nuvoletta di Alicudi.

Guardi l’orizzonte e Lei è lì, non va via, non può andare via. Inchiodata tra cielo e mare delimita l’orizzonte, lo rende animato, asimmetrico, irregolare. E sarà lì anche dopo, a ricordare a chi ci sarà che il tempo dato è limitato e non ritornerà. Ma Lei ci sarà sempre, forse.

Guardi ancora ed hai la sensazione di stare sospeso, ma non è leggerezza, è dubbio, è incomprensione, è un dimenticarsi che non viene.

Circondata da questa enorme massa d’acqua a volte temi che possa sprofondare e sparire per sempre. Ma non va via, sta lì, sembra dire neanche tu sparirai, ma so che è una bugia. 

Mi segue, è la mia nuvoletta. È nella mia testa e lì resterà. E’ il mio pensiero, l’unico. E non voglio che vada via.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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