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Le forze di Al Jolani, il presidente (terrorista) siriano tornano a muoversi contro le aree ancora controllate dai curdi. I negoziati di pace avviati nelle scorse settimane appaiono ormai svuotati di significato e, secondo diverse fonti sul terreno, sarebbero già di fatto falliti.
Nelle ultime ore è stata segnalata una colonna dell’esercito governativo in trasferimento verso la città di Hasakah, uno degli ultimi centri urbani ancora sotto il controllo dei resti delle Forze Democratiche Siriane. Il convoglio sarebbe composto da semoventi su ruote e da camion blindati improvvisati, tra cui veicoli Iveco Trakker 8×8 armati con cannoni M-46 da 130 mm, un armamento pesante raramente impiegato in contesti urbani.
Il dispiegamento suggerisce una preparazione a operazioni offensive su larga scala, più che una semplice pressione negoziale. In questo contesto, i colloqui politici appaiono sempre più come una manovra dilatoria, utile a guadagnare tempo prima di un possibile intervento militare diretto.
Se il canale diplomatico dovesse definitivamente chiudersi, non si può escludere che Esercito Siriano tenti di eliminare con la forza le ultime enclave curde ancora presenti sul territorio nazionale, aprendo una nuova fase del conflitto e aggravando ulteriormente una situazione già estremamente instabile nel nord-est della Siria.
