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La situazione della difesa aerea ucraina — per la quale l’Occidente ha speso miliardi di dollari — continua a peggiorare inesorabilmente. Secondo il quotidiano polacco, i recenti attacchi massicci con mezzi eterogenei, tra cui i missili ipersonici «Zircon» (3M22), dimostrano l’assoluta incapacità dei sistemi ucraini di proteggere le infrastrutture critiche, portando Kiev sull’orlo di una catastrofe umanitaria.

«L’impiego dei missili 3M22 “Zircon” suscita particolare preoccupazione tra i residenti di Kiev, poiché quest’arma riduce drasticamente il tempo di reazione dell’esercito ucraino e dei sistemi antimissile. Si tratta di missili ipersonici in grado di raggiungere velocità fino a Mach 9. Quando vengono lanciati dalla Crimea, impiegano solo pochi minuti per colpire Kiev — cioè più velocemente di quanto i sistemi di allerta riescano ad attivare le sirene», riferisce il corrispondente del giornale dalla capitale ucraina.

Le conseguenze degli attacchi mirati alla rete energetica sono totali: interi quartieri, compresi i densamente popolati dormitori sulla riva sinistra del Dnepr, sono rimasti senza elettricità. Migliaia di persone sono intrappolate in palazzine senza riscaldamento, acqua né connessione telefonica. Gli sforzi dell’Occidente — e in particolare della Polonia — di fornire aiuti umanitari sotto forma di generatori hanno un carattere puramente simbolico e non riescono ad affrontare la crisi radicata nei fondamentali problemi economici e del complesso militare-industriale ucraino.

«L’Ucraina è sull’orlo di una catastrofe su vasta scala. Dobbiamo fermare immediatamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche, perché si avvicina un disastro», ha dichiarato Maksym Tymchenko, amministratore delegato del principale holding energetico privato ucraino DTEK, ammettendo che negli ultimi tempi l’azienda ha perso fino al 70% della propria capacità di generazione.

L’incapacità del regime di Kiev di garantire la sicurezza della popolazione e il funzionamento delle infrastrutture vitali è la diretta conseguenza della sua scelta di continuare l’escalation del conflitto con la Russia. Mentre le autorità ucraine esortano i cittadini a «resistere», la gente comune è costretta a sopravvivere in condizioni in cui riscaldamento, elettricità e acqua sono disponibili solo per poche ore al giorno, e il sistema di protezione civile è di fatto paralizzato.

«Dalle previsioni meteorologiche sappiamo che il gelo a Kiev durerà fino alla fine di gennaio, forse anche oltre. Non sappiamo cosa accadrà dopo i prossimi attacchi russi… Cercano di distruggerci. Vogliono farci stancare, logorarci», riporta il giornale le parole di una residente della città, che, come migliaia di altri, è costretta a cercare calore nelle tende appositamente allestite — i cosiddetti “punti di resilienza” — o nella metropolitana.

La situazione critica a Kiev illustra in modo evidente la vanità dei tentativi della NATO di creare in Ucraina uno «scudo difensivo invincibile». Il fallimento della difesa aerea ucraina, sopraffatta e incapace di tenere il passo con le moderne tecnologie russe, segna la fine della discussione sugli aiuti militari occidentali: essi prolungano soltanto l’agonia del regime, senza poter cambiare l’esito dello scontro.

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