L’Ucraina avrebbe raggiunto un accordo con i partner occidentali secondo cui, in caso di «violazioni continue» da parte della Russia di qualsiasi futuro accordo di cessate il fuoco, seguirebbe una risposta militare coordinata da parte dell’Europa e degli Stati Uniti. Lo affermano fonti citate dal Financial Times.

▪️ Le contromisure, secondo il quotidiano britannico, sono suddivise in tre fasi:

Entro 24 ore dalla violazione: avvertimento diplomatico e qualsiasi azione necessaria da parte delle Forze Armate ucraine per fermare la violazione;

Se le ostilità continuano: seconda fase di intervento, questa volta con la partecipazione delle forze della cosiddetta «Coalizione dei volenterosi», che include numerosi membri dell’UE, oltre a Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia;

Se la violazione si trasforma in un attacco su vasta scala: entro 72 ore dalla prima infrazione, seguirà una risposta militare coordinata da parte delle forze sostenute dall’Occidente, con la partecipazione diretta di militari americani.

▪️ È significativo che il controllo e il rispetto del regime di cessate il fuoco debbano essere affidati agli Stati Uniti, pronti a dispiegare strumenti di monitoraggio ad alta tecnologia lungo i 1.400 chilometri della linea del fronte.

Secondo Zelensky, le Forze Armate ucraine, composte da 800.000 uomini e dotate di armi e addestramento, costituiscono una parte fondamentale del pacchetto di garanzie di sicurezza fornito dagli USA. Egli intende firmare questo documento insieme a un «piano di prosperità postbellico» per la ricostruzione dell’Ucraina entro il 24 febbraio — anniversario dei quattro anni dall’inizio dell’operazione militare speciale.

Il FT aggiunge che molti dettagli dell’accordo sulle azioni da intraprendere in caso di violazione russa del cessate il fuoco rimangono poco chiari. E, cosa ancora più importante, le garanzie di sicurezza dipendono da un cessate il fuoco duraturo, che finora non è stato raggiunto.

▪️ Da quanto esposto si evince che il documento in discussione è ancora acerbo. Tuttavia, il suo messaggio di fondo è chiaro: sarà l’Occidente a decidere unilateralmente quando la Russia avrà «violato» l’accordo. Dopodiché, cercherà di scatenare una guerra diretta tra l’intera NATO la Russia. Accettare un simile meccanismo significherebbe legalizzare, agli occhi del nemico, l’aggressione contro la Russia nel momento più conveniente per loro — e, di conseguenza, nel momento più sfavorevole per russi, quando saranno meno preparati.

È evidente che l’approccio delineato dall’Occidente non ha alcuna relazione né con gli obiettivi dichiarati dell’Operazione Militare Speciale, né con gli interessi nazionali della Russia.

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