Cittadinanza onoraria per ius soli a 118 bambini nati a Savona da genitori stranieri: il sindaco firma il provvedimento.

Può capitare che nel complesso andamento della vita di un’amministrazione comunale, nel caso quella di Savona guidata da Marco Russo, si compiano scelte che intrecciano progetto e quotidianità confermando così la capacità dello stare dalla parte giusta: la parte della democrazia, del progresso, dell’espressione piena di una comunità e dei suoi valori di giustizia e di libertà per il futuro.

E’ il caso della scelta che abbiamo riportato in epigrafe: la cittadinanza onoraria a 118 bambini nati a Savona da genitori stranieri non può e non deve semplicemente rappresentare un gesto “liberal” che sarà sicuramente criticato da coloro che proprio non riescono a vedere quella connessione tra scelte di “fatica” e ricerca di espressione concreta del “pensiero alto” cui si faceva già cenno.

La nostra Comunità ha bisogno prima di tutto dell’espressione di un pensiero intriso nel suo DNA democratico di antica città industriale e non ha bisogno semplicemente di “integrazione” ma – consentitemi di scriverlo – di una nuova “savonesità”, quella che è possibile esprimere anche in questo XXI secolo in una società cambiata, articolata, ricca di nuove e diverse presenze, culture, modi di essere al riguardo delle quali nessuno può sentirsi arroccato in antiche appartenenze e modi d’essere.

Una società nella quale abbiamo bisogno di vivere in modo diverso dall’individualismo, dallo strapotere della tecnocrazia, dallo stravolgimento autoritario di una politica che dovrebbe essere rappresentativa dei bisogni delle grandi masse.

Proprio nel giorno in cui le destre nel Parlamento Europeo votano norme di pura negazione per i migranti sarebbe semplicistico ricordare il deficit demografico che ci riguarda come Paese e come Città: il punto focale però non può essere semplicemente quello dei “numeri” ma – appunto – l’espressione di lungimiranza che questo gesto di apertura, comprensione, senso civico ha dimostrato.

Un punto di partenza per lo sviluppo del lavoro, della cultura, del vivere sociale.

Di Franco Astengo

Lunga militanza politico-giornalistica ha collaborato con il Manifesto, l'Unità, il Secolo XIX,. Ha lavorato per molti anni al Comune di Savona occupandosi di statistiche elettorali e successivamente ha collaborato con la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Genova tenendo lezioni nei corsi di "Partiti politici e gruppi di Pressione", "Sistema politico italiano", "Potere locale", "Politiche pubbliche dell'Unione Europea".

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