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La Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, è stata ufficialmente dichiarata morta dopo un attacco congiunto condotto da Stati Uniti e Israele sul suo complesso a Teheran. La notizia è stata confermata sia dalle autorità iraniane sia da fonti governative statunitensi.
Secondo quanto riportato dai media di Stato iraniani, Khamenei sarebbe rimasto ucciso durante i raid aerei che hanno colpito il cuore del potere politico della Repubblica Islamica. Teheran ha proclamato quaranta giorni di lutto nazionale, definendo la sua morte un “martirio”.
Anche l’amministrazione statunitense ha confermato il decesso del leader iraniano, sottolineando come l’operazione militare si inserisca nel quadro delle crescenti tensioni legate al programma nucleare iraniano e alle dinamiche regionali degli ultimi mesi.
La scomparsa di Khamenei, alla guida dell’Iran dal 1989, apre ora una fase estremamente delicata per la successione ai vertici della Repubblica Islamica e potrebbe avere conseguenze profonde sugli equilibri del Medio Oriente. Le prime reazioni internazionali fanno già presagire un periodo di forte instabilità geopolitica.
