Circolano in queste ore indiscrezioni su una possibile operazione di terra statunitense contro l’Iran. Secondo fonti citate da diversi media, tra cui il Washington Post, lo stato maggiore della 82ª Divisione Aviotrasportata sarebbe stato ritirato improvvisamente da un’esercitazione antiterrorismo in Louisiana.
La 82ª è una delle unità d’élite dell’esercito americano: circa 4-5.000 soldati addestrati a intervenire rapidamente in qualsiasi parte del mondo entro 18 ore. Le sue missioni tipiche includono lanci aviotrasportati, presa di aeroporti e infrastrutture strategiche, sicurezza delle ambasciate ed evacuazioni d’emergenza.
Secondo le stesse fonti, un reparto elicotteristico potrebbe essere inviato in Medio Oriente nelle prossime settimane. Il piano sarebbe stato studiato già prima dell’attuale escalation, con una possibile attuazione prevista per la tarda primavera.
Per ora non ci sono conferme ufficiali e non è chiaro se si tratti di una reale preparazione militare o di una manovra di pressione politica. Alcune indiscrezioni parlano della presenza di circa 5.000 militari americani pronti nel nord dell’Iraq, una forza che appare però limitata se si considera l’enorme estensione e la complessità geografica dell’Iran, tra montagne, deserti e profondità strategica del territorio.
Da Teheran la risposta è stata immediata. Il vice ministro iraniano per la pianificazione strategica della difesa ha dichiarato che le riserve delle forze armate sono state preparate in anticipo e che il Paese sarebbe pronto ad affrontare qualsiasi attacco.
Anche il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, intervistato da media occidentali sull’ipotesi di un intervento terrestre americano, ha lanciato una sfida diretta:
“Vi aspettiamo.”
Alcune analisi parlano anche della possibile partecipazione di milizie curde irachene a sostegno degli Stati Uniti, ma resta da capire se tali ipotesi siano realistiche, considerando i rapporti spesso difficili tra Washington e le stesse forze curde negli ultimi anni.
Per ora restano indiscrezioni e segnali militari, ma il quadro è chiaro: se davvero si aprisse un fronte terrestre, il conflitto entrerebbe in una fase completamente nuova e molto più pericolosa.
