Disegno di Elena Visconti - Foto da fondazioneluigieinaudi.it

Siamo tutti servi della legge, per poter essere liberi’, Cicerone

L’obiettivo della riforma sulla Giustizia è demolire la Costituzione antifascista. L’autore del testo è una mente ‘finissima’. Niente è casuale. Il riordino costituzionale del Csm è solo uno dei tasselli ipotizzati. Il progetto politico prevede anche: il ‘Premierato’, l’Autonomia differenziata, la riforma elettorale, il decreto sicurezza, l’elezione del nuovo Capo dello Stato, lo svuotamento dei poteri del Parlamento. 

Lo scopo è uno solo ed è sempre lo stesso: un uomo/donna solo/a al comando.

Per cambiare la forma di Governo è necessario neutralizzare in primo luogo l’azione dei magistrati ‘coraggiosi’, quelli cioè che non si piegano al potere politico. Il loro uno vincolo è la legge e questo per la Destra è inaccettabile.

Il 22 e 23 marzo prossimi non voteremo per la separazione delle carriere perché di fatto è stata introdotta dalla riforma Cartabia del 2022 e non voteremo per la suddivisione del Csm in Requirente e Inquirente, è ininfluente ai fini della celerità dei processi e della tutela degli indagati e non incide sull’indipendenza dei magistrati.

Lo scopo è un altro: condizionare l’azione penale dei Pm quando questi vengono a conoscenza di un reato commesso da un politico o da un membro del Governo.

Per fare questo sono previsti tre cambiamenti nell’attuale assetto costituzionale.

Primo: non più l’elezione democratica dei componenti del Csm ma l’estrazione a sorte. Da un unico organo indipendente esso raddoppia e nello stesso tempo ne viene introdotto uno nuovo con il solo scopo di condizionare la magistratura inquirente. I costi per le casse dello Stato aumenteranno per circa 100 milioni di euro all’anno.

Secondo: il capo dello Stato, il presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione faranno parte di diritto dei due nuovi Csm, invece vengono esclusi dall’Alta corte disciplinare, perché? Si vogliono le mani ‘libere’ quando i magistrati saranno messi sotto procedimento disciplinare?

Terzo: la composizione di questo nuovo organo costituzionale favorisce maggioranze governative e/o parlamentari sia per le modalità di composizione, sia per l’esclusione delle tre alte cariche istituzionali.

Le conseguenze sono evidenti.

I Pm che oseranno indagare un ministro o un politico di maggioranza rischiano di passare da indagatori a indagati. Il loro operato sarà cioè condizionato da un eventuale provvedimento dell’Alta corte disciplinare.

La separazione dei poteri e lo Stato di diritto stabiliti dalla Costituzione antifascista verrebbero meno. 

Ed è bene ricordarlo, la Carta costituzionale è un Patto tra tutte le forze politiche che hanno fatto la Resistenza, questa riforma esprime invece la volontà di una minoranza. Il 5 settembre del 2022 il Centrodestra ha ottenuto il voto di un italiano su quattro e Fratelli d’Italia di un italiano su sette. 

Non solo.

Con la vittoria dei Si la strada sarebbe spianata verso quella che potremmo definire l‘Autocrazia’, vale a dire il Governo, o sarebbe meglio dire, il Comando del Capo/a.

Votare No è quindi un atto di Resistenza. Di difesa della Costituzione antifascista e dei valori della lotta partigiana.

Non restiamo passivi. Torniamo al porta a porta, non limitiamoci ai social, la posta in gioco è molto alta. Dopo non potremo dire non sapevo.

Senza esitare.

#IovotoNo

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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