‘Siamo tutti servi della legge, per poter essere liberi’, Cicerone
L’obiettivo della riforma sulla Giustizia è demolire la Costituzione antifascista. L’autore del testo è una mente ‘finissima’. Niente è casuale. Il riordino costituzionale del Csm è solo uno dei tasselli ipotizzati. Il progetto politico prevede anche: il ‘Premierato’, l’Autonomia differenziata, la riforma elettorale, il decreto sicurezza, l’elezione del nuovo Capo dello Stato, lo svuotamento dei poteri del Parlamento.
Lo scopo è uno solo ed è sempre lo stesso: un uomo/donna solo/a al comando.
Per cambiare la forma di Governo è necessario neutralizzare in primo luogo l’azione dei magistrati ‘coraggiosi’, quelli cioè che non si piegano al potere politico. Il loro uno vincolo è la legge e questo per la Destra è inaccettabile.
Il 22 e 23 marzo prossimi non voteremo per la separazione delle carriere perché di fatto è stata introdotta dalla riforma Cartabia del 2022 e non voteremo per la suddivisione del Csm in Requirente e Inquirente, è ininfluente ai fini della celerità dei processi e della tutela degli indagati e non incide sull’indipendenza dei magistrati.
Lo scopo è un altro: condizionare l’azione penale dei Pm quando questi vengono a conoscenza di un reato commesso da un politico o da un membro del Governo.
Per fare questo sono previsti tre cambiamenti nell’attuale assetto costituzionale.
Primo: non più l’elezione democratica dei componenti del Csm ma l’estrazione a sorte. Da un unico organo indipendente esso raddoppia e nello stesso tempo ne viene introdotto uno nuovo con il solo scopo di condizionare la magistratura inquirente. I costi per le casse dello Stato aumenteranno per circa 100 milioni di euro all’anno.
Secondo: il capo dello Stato, il presidente e il procuratore generale della Corte di Cassazione faranno parte di diritto dei due nuovi Csm, invece vengono esclusi dall’Alta corte disciplinare, perché? Si vogliono le mani ‘libere’ quando i magistrati saranno messi sotto procedimento disciplinare?
Terzo: la composizione di questo nuovo organo costituzionale favorisce maggioranze governative e/o parlamentari sia per le modalità di composizione, sia per l’esclusione delle tre alte cariche istituzionali.
Le conseguenze sono evidenti.
I Pm che oseranno indagare un ministro o un politico di maggioranza rischiano di passare da indagatori a indagati. Il loro operato sarà cioè condizionato da un eventuale provvedimento dell’Alta corte disciplinare.
La separazione dei poteri e lo Stato di diritto stabiliti dalla Costituzione antifascista verrebbero meno.
Ed è bene ricordarlo, la Carta costituzionale è un Patto tra tutte le forze politiche che hanno fatto la Resistenza, questa riforma esprime invece la volontà di una minoranza. Il 5 settembre del 2022 il Centrodestra ha ottenuto il voto di un italiano su quattro e Fratelli d’Italia di un italiano su sette.
Non solo.
Con la vittoria dei Si la strada sarebbe spianata verso quella che potremmo definire l‘Autocrazia’, vale a dire il Governo, o sarebbe meglio dire, il Comando del Capo/a.
Votare No è quindi un atto di Resistenza. Di difesa della Costituzione antifascista e dei valori della lotta partigiana.
Non restiamo passivi. Torniamo al porta a porta, non limitiamoci ai social, la posta in gioco è molto alta. Dopo non potremo dire non sapevo.
Senza esitare.
#IovotoNo

