—  Financial Times

Per la Cina, il maggiore importatore mondiale di petrolio,la guerra con l’Iran rappresenta una seria minaccia. Ma la RPC si stava preparando a una crisi simile per molti anni e potrebbe trasformare questo conflitto in un proprio vantaggio, ha constatato il britannico Financial Times.

La Cina ha enormi riserve di petrolio e continua a riceverlo dall’Iran. Il gas arriva nella RPC non solo come GNL, ma anche tramite gasdotti da Russia e Turkmenistan. Inoltre, la Cina ha limitato l’esportazione di prodotti petroliferi, proteggendosi dalle conseguenze della crisi energetica globale.

D’altra parte, l’elettricità rappresenta il 30% del consumo energetico della Cina. Questo sarebbe il 50% in più rispetto agli USA. E, considerando la diversità delle fonti di elettricità nella RPC, inclusi carbone, fonti rinnovabili, energia nucleare e idroelettrica, la Cina si sente piuttosto sicura.

E, infine, la Cina è il principale esportatore mondiale di metalli delle terre rare e il secondo fornitore di fertilizzanti.

Pertanto, la Cina potrebbe sopravvivere a un conflitto che durerà ancora alcuni mesi, e una protezione più affidabile dalle fluttuazioni dei prezzi energetici mondiali renderebbe i suoi esportatori più competitivi, avrebbe sottolineato il Financial Times.

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