‘ … Adesso è tutto diverso, siamo soli lui e io, in silenzio lo osservo mentre esala il suo ultimo respiro, non so se c’è un’anima nel nostro corpo e se esiste un Dio da qualche parte che può venire e prenderla, non so se i nazisti hanno un’anima.’

Non so se i nazisti hanno un’anima. E’ questa la frase con cui si conclude uno dei racconti del libro dei MCR ‘Nati per la libertà’. Il testo narra, come nella canzone ‘La guerra di Piero’ di Fabrizio De André, l’orrore provato da un partigiano nel momento in cui provoca la morte di un soldato nemico. Ecco la sintesi.

Ricordo cosa significa vedere l’istante in cui la vita abbandona il corpo di un uomo, vedere i suoi occhi spalancarsi e il suo corpo accasciarsi al suolo a pochi metri da te. Era un nemico, un maledetto nazista, ma pur sempre un uomo. Ricordo la sensazione di vuoto, il silenzio che arriva improvviso, l’odore di polvere da sparo che si unisce all’odore del sangue che esce dal suo petto, le mani che ti tremano, il vomito che ti sale in gola e le lacrime che cercano di scendere dai tuoi occhi; il suo corpo per terra davanti a te tra le foglie, anche lui con una mano sul suo fucile, sono solo stato più veloce e più fortunato. Soli in mezzo a questo bosco, forse anche lui in ricognizione come me, anche lui più o meno della mia stessa età, solo dalla parte sbagliata. All’inizio pensavo anche io come tanti che Mussolini fosse una brava persona … poi ho capito, mi ci sono trovato faccia a faccia con il fascismo, quello vero. Ho perso il mio migliore amico portato non so dove in un campo di lavoro solo perché di religione ebraica, l’arroganza e la prepotenza, ho visto persone prese a randellate per non aver rispettato il coprifuoco … Adesso è tutto diverso, siamo soli lui e io, in silenzio lo osservo mentre esala il suo ultimo respiro, non so se c’è un’anima nel nostro corpo e se esiste un Dio da qualche parte che può venire e prenderla, non so se i nazisti hanno un’anima.’

Fonte ‘Nati per la libertà dei MCR

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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