Secondo quanto riportato da NBC News, i danni provocati dagli attacchi iraniani contro le basi militari statunitensi nel Golfo Persico sarebbero ben più estesi rispetto a quanto dichiarato ufficialmente da Washington.
Fonti informate citate dall’emittente parlano di infrastrutture colpite in modo significativo, con costi di ricostruzione destinati a salire fino a miliardi di dollari. Una cifra che, al momento, non riflette però la percezione dell’opinione pubblica americana, né il livello di consapevolezza del Congresso.
Sempre secondo NBC, l’amministrazione di Donald Trump avrebbe chiesto a società private di immagini satellitari di limitare la diffusione di foto delle basi colpite. Un tentativo, secondo le ricostruzioni, di evitare che emergano prove visive dell’entità reale dei danni subiti.
Nel frattempo, cresce la tensione anche sul piano politico interno: diversi membri del Congresso non avrebbero ancora ricevuto informazioni dettagliate, mentre il Pentagono continua a spingere per un aumento consistente del budget militare.
Il quadro che emerge è quello di una gestione opaca della crisi, in cui la narrazione ufficiale fatica a reggere di fronte alle informazioni che filtrano da fonti indipendenti.
