Per mesi hanno chinato la testa.Silenzi, giustificazioni, prudenza diplomatica mentre Gaza bruciava e le provocazioni del governo israeliano si facevano sempre più estreme.

Ora, dopo il video di Ben Gvir che umilia gli attivisti della Flotilla arrestati in acque internazionali, Mattarella parla di “livello infimo” e Meloni scopre improvvisamente la “linea rossa”.

Parole dure, certo. Ma tardive.Perché fino a ieri chi governava in Italia ha preferito non disturbare Netanyahu, evitando prese di posizione reali mentre venivano ignorati diritti internazionali, civili palestinesi e perfino cittadini europei.

Adesso fanno finta di indignarsi, convocano ambasciatori e chiedono spiegazioni. Ma la verità è che per troppo tempo Roma ha seguito Washington e Tel Aviv senza mai alzare davvero la voce.

E quando si tace davanti agli abusi per mesi, l’indignazione improvvisa rischia di sembrare più calcolo politico che dignità istituzionale.

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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