Secondo diverse ricostruzioni pubblicate dalla stampa internazionale, Washington avrebbe intensificato negli ultimi mesi il dispiegamento di mezzi militari nell’area caraibica, alimentando le speculazioni su possibili scenari di pressione o intervento nei confronti di Cuba.


Tra gli assetti segnalati figurano il gruppo d’attacco della portaerei USS Nimitz, unità navali dotate di missili da crociera, aerei da ricognizione e sistemi di sorveglianza impiegati nelle acque e nei cieli della regione. Diversi osservatori ritengono che questa concentrazione di forze rappresenti uno dei più consistenti schieramenti statunitensi fuori dal Medio Oriente.


Secondo alcune analisi, all’interno dell’amministrazione Trump sarebbero stati valutati differenti scenari, che andrebbero dall’inasprimento della pressione politica ed economica fino a possibili operazioni militari mirate. Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali sull’esistenza di un piano imminente d’invasione. Fonti vicine alla Casa Bianca hanno parlato piuttosto di opzioni mantenute sul tavolo in caso di ulteriore aggravamento della crisi cubana.


La presenza della USS Nimitz nei Caraibi viene interpretata da diversi esperti soprattutto come una dimostrazione di forza e un segnale politico indirizzato a L’Avana. Alcuni analisti militari sottolineano però che tale dispositivo consentirebbe agli Stati Uniti una capacità di intervento molto rapida qualora la situazione dovesse degenerare.


Nel frattempo continuano anche le attività di sorveglianza nella regione. Negli ultimi mesi sono stati segnalati numerosi voli di ricognizione e missioni di monitoraggio attorno all’isola, nell’ambito della crescente pressione esercitata da Washington sul governo cubano.


Resta però aperto il nodo delle risorse militari statunitensi. Le forze armate USA sono già impegnate su più fronti internazionali e diversi osservatori evidenziano come l’attuale livello di operatività stia sottoponendo uomini e mezzi a uno sforzo prolungato. Nonostante ciò, il rafforzamento del dispositivo nei Caraibi viene letto da molti come un segnale della volontà americana di mantenere elevata la pressione strategica sull’isola.


Fonte: Politico, Financial Times, Associated Press

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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