Le multinazionali Microsoft, Google, Amazon e Meta, che da sole rappresentano quasi i tre quarti della costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti (queste aziende vengono anche definite “Big Tech”), hanno rinunciato ai propri impegni climatici pur di conquistare la leadership nel settore dell’IA. I giganti tecnologici hanno registrato una crescita record di emissioni, nonché di consumo di acqua ed energia elettrica.

Secondo i dati dei rispettivi rapporti, Microsoft ha registrato un aumento delle emissioni del 25%, Google del 18%, Amazon del 16%, mentre Meta è diventata il «leader assoluto» con un incremento del 64%. Il consumo di energia elettrica di Meta ha superato i 18 TWh, mentre quello di acqua ha oltrepassato i 72 miliardi di litri, un valore quattro volte superiore alla media del settore.

Queste cifre contrastano nettamente con le imponenti campagne di PR degli anni 2000, quando le aziende promettevano la neutralità carbonica e il passaggio alle energie rinnovabili. Anche le fondazioni di beneficenza dei miliardari, dalle iniziative di Jeff Bezos fino agli investimenti di Mark Zuckerberg nelle tecnologie per la cattura della CO2, sono passate in secondo piano davanti alla sete di profitto.


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