Il cubo di Rubik - (foto di Giovanni Pulvino)

Provi a completare il cubo di Rubik ancora una volta, ma non ci riesci

Nulla cambia. Non decidiamo mai, subiamo soltanto.

Guardi verso il basso, non vedi il fondo, ma non è necessario vedere, è tutto dentro di te. E non puoi impedirti di pensarlo, è tutto dentro di te.

Non osi poggiare il piede, potrebbe esserci il vuoto. Resti in attesa. Non è paura. È stanchezza. Sai già che è tutto inutile. Allora aspetti. Non sai bene cosa, ma aspetti.

I silenzi tolgono il respiro e non sai cosa fare. Guardi avanti ed hai paura, di fronte a te non c’è che il nulla. Rimangono solo i singhiozzi di un bambino e le lacrime che non vengono.

Allora provi a leggere, ma non ci riesci. Ci sono solo assenze. I pensieri sono devastati. I movimenti rallentati. La vita un respiro affannato e non voluto. 

Ed è in quel preciso istante che comprendi che è stato un sogno senza un lieto fine e che il tuo tempo è stato un tempo sprecato. Hai provato e riprovato, ma è stato tutto inutile.

Cosa aspetta ad arrivare? Non sei un ‘convitato di pietra’, cosa aspetta ad arrivare?

Provi a completare il cubo di Rubik ancora una volta, ma non ci riesci.

I colori delle facce non combaciano mai. Insisti ruotando il cubo, ma anziché andare avanti ti sembra di tornare indietro. Fai un ragionamento, ma poi ti accorgi che è sbagliato. Torni al punto di partenza, per ricominciare di nuovo. Il disordine prevale. Non c’è una logica. È solo istinto ed egoismo. Ci vorrebbe cattiveria, almeno un po’, quella che non hai, che non puoi avere e che non vuoi avere. Ad essere prepotenti bisogna essere predisposti. Non ci si diventa, ci si nasce con uno spirito malvagio. Se non ce l’hai non puoi inventartelo.

Allora rinunci e aspetti.

Sei stanco, sei sfinito, attendi in silenzio, ma è un silenzio che non viene.

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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