Sono almeno sei le persone uccise dallo schianto di un drone ucraino su una spiaggia affollata di bagnanti del villaggio russo di Arkhipo-Osipovkan, nei pressi di Gelendzhik, sul Mar Nero. Di queste, tre sono bambini. Altre quaranta sono state ferite: di queste, almeno nove (delle quali tre bambini) si trovano in condizioni gravi. La strage si sarebbe verificata dopo che la contraerea russa ha abbattuto il velivolo, il quale, secondo il governatore della regione di Krasondar, Veniamin Kondratyev, avrebbe avuto come obiettivo infrastrutture civili. Nella notte, un altro attacco con droni avrebbe causato la morte di almeno cinque persone nella capitale russa, Mosca. Si tratta solamente degli ultimi due episodi di un conflitto che, ad oltre quattro anni dal suo inizio, sembra aver assunto nelle ultime settimane contorni sempre più brutali.
«Quanto accaduto oggi è un attacco mirato del regime di Kiev contro la popolazione civile, che non ha alcun legame con le infrastrutture militari» ha dichiarato Kondratyev. In una intervista rilasciata all’agenzia di stampa russa TASS, la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha puntato il dito contro la NATO e l’UE, accusate di essere «parte integrante dell’attività terroristica, in quanto consentono alla “formazione di banditi” dell’ufficio di Vladimir Zelensky di operare proprio al loro interno».
Secondo la TASS, nella giornata del 3 agosto si sarebbero verificati altri tre incidenti con droni. Alcuni velivoli ucraini avrebbero infatti attaccato la nave turca Nadezhda, che stava navigando dal porto russo di Novorossiysk verso Samsun dopo aver trasportato generi alimentari. Dei 22 membri dell’equipaggio, evacuato nel porto russo, 13 erano cittadini turchi. L’attacco, dichiara il ministero dei Trasporti turco citato dall’agenzia, ha causato un incendio a bordo, ma le operazioni di soccorso sono state «impossibili» per via dei «persistenti attacchi di droni nella zona». Nella stessa giornata, un altro drone ucraino avrebbe colpito un’auto nella regione di Belgorod, uccidendo una donna e ferendo altre due persone. A Mosca, nella notte, almeno cinque persone sarebbero state uccise a seguito di un attacco con droni, mentre sei sarebbero rimaste ferite. Solamente due giorni fa, il 1° agosto, in un ristorante della capitale si è verificato un attentato i cui contorni sono poco chiari, nel quale sono morte cinque persone. Alcuni media indipendenti russi ritengono che l’obiettivo fosse Alexander Chaiko, il nuovo capo dell’aeronautica.
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I fatti si inseriscono in un contesto di generico inasprimento del conflitto, con Mosca e Kiev che si sono scambiate in queste settimane alcuni degli attacchi più pesanti dall’inizio della guerra. A far “traboccare il vaso”, per le autorità russe, è stato l’attentato di Kiev contro lo studentato di Starobelsk del 22 maggio scorso, che ha ucciso 21 persone, in seguito al quale il Cremlino ha avvisato i cittadini di abbandonare Kiev e di non avvicinarsi ai siti strategici. Da allora, gli attacchi si sono susseguiti con intensità da entrambe le parti.
Lo scorso 2 luglio, la Russia ha lanciato uno dei più massicci attacchi di sempre contro l’Ucraina, causando una distruzione senza precedenti nell’ambito di questa guerra nella capitale Kiev. Il 9 luglio successivo, Mosca ha lanciato un attacco con 728 droni a lunga distanza sull’Ucraina, un record secondo l’ONU. Dal canto suo, l’Ucraina sta impiegando i droni per compiere massicce rappresaglie, in particolare contro le infrastrutture petrolifere, nella regione della Crimea e più in profondità nel territorio russo, fino ad arrivare a Mosca. Sono state colpite anche alcune raffinerie nella stessa regione di Krasondar, attacchi che non hanno causato vittime ma danni economici ingenti. Raid analoghi sono stati portati a termine su larga scala a San Pietroburgo. Gli attacchi incrociati di questo genere si sono protratti per tutte le settimane successive.
Dall’inizio di agosto, le autorità russe hanno riferito di numerosi attacchi ucraini nelle regioni di Saratov, Udmurtia, Krasnodar, oltre che nella Crimea. Intanto, nella notte tra il 3 e il 4 agosto, aerei russi avrebbero sganciato otto bombe nel giro di un’ora e mezza su quartieri residenziali di Zaporizhzhia, secondo quanto riferito dall’Associated Press. Almeno una persona sarebbe rimasta uccisa.
Valeria Casolaro
