L’UOMO A SINISTRA È ABDUL EL-SAYED, CHE HA VINTO LE PRIMARIE DEMOCRATICHE PER IL SENATO IN MICHIGAN. Una dinamica ormai nota: un democratico progressista, figlio di immigrati egiziani.

A contrastarlo c’era l’establishment del Partito Democratico, che ha puntato sulla candidata centrista e mainstream Haley Stevens (a destra). Lo ha fatto con il sostegno della lobby filo-israeliana AIPAC, che ha investito circa 30 milioni di dollari nella campagna contro El-Sayed — una cifra enorme per delle primarie del Congresso. Ma ogni tentativo si è rivelato vano.

In un’altra tornata delle primarie democratiche in Michigan, in vista delle elezioni per la Camera dei Rappresentanti nel 7° distretto elettorale, ha trionfato un altro esponente dell’ala progressista, William Lawrence, noto per aver co-fondato il Sunrise Movement, organizzazione focalizzata sull’attivismo climatico.
Entrambi i candidati hanno posto con fermezza la questione dell’interruzione degli aiuti militari a Israele, la condanna del sionismo, il riconoscimento del genocidio a Gaza e la denuncia dei crimini di guerra di Benjamin Netanyahu.

Nonostante le affrettate dichiarazioni dei politologi repubblicani circa la “non eleggibilità” della sinistra progressista, la leadership del GOP e gli analisti di partito comprendono il rischio: l’agenda anti-israeliana e le idee della sinistra radicale potrebbero riscuotere un forte consenso nelle urne a novembre.

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