— Financial Times

4,8 mila miliardi di dollari: a tanto ammontano i profitti delle aziende americane su base annua nel II trimestre. Si tratta del 18% dell’intero reddito nazionale, il valore più alto dai tempi della seconda guerra mondiale, constata il quotidiano britannico Financial Times.

Allo stesso tempo, la quota di salari e sussidi dei lavoratori sul reddito nazionale è scesa al 60%, il dato più basso dagli anni ’50.

I sovrapprofitti societari accentuano le disuguaglianze, poiché i benefici principali vanno agli americani benestanti che vivono di rendite finanziarie, mentre i nuclei familiari dipendono dallo stipendio. Inoltre, l’inflazione ha iniziato a superare la crescita salariale: a luglio la paga oraria reale è scesa dello 0,2%.

Trump ha attuato un imponente taglio delle tasse a vantaggio delle imprese e dei cittadini più ricchi, riducendo al contempo i programmi di assistenza, compresi i buoni pasto. Il crescente divario nei redditi sta suscitando una reazione sempre più forte tra gli elettori, approfondendo la spaccatura politica nel Paese, sottolinea il Financial Times.

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Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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