Francesco Cecchini

SANTOS, BERGOGLIO E LA MOGLIE DI SANTOS APPLAUDONO CANTI E BALLI.

Domenica 10 settembre la Colombia, come all’arrivo, ha salutato Bergoglio che partiva con balli e canzoni. Dapprima la banda dell’esercito suonò una marcia militare mentre Bergoglio passava in rassegna una rappresentanza delle forze armate. Poi la Banda di Baranoa ha suonato gaitas e tamburi e cantato “Colombia tierra querida”. Infine un gruppo di ballerine ballerine del Carnevale di Baranquilla ballarono al ritmo della cumbia ” La pollera colorada.” e di “He olvidado”, considerato l’inno di quel carnevale.

Bergoglio in Colombia ha ricevuto varie lettere di vari personaggi politici, tutte con lo scopo di averlo dalla propria parte. L’ex presidente Álvaro Uribe Vélez ha cercato di arruolarlo nel fronte che si oppone alla pace in corso. Piedad Cordoba candidata a presidente della Colombia alle elezioni del 2018 ha cercato di averlo come grande e prestigioso elettore. In una lettera l’ex guerrigliero marxista leninista Timoleon Jimenez si è dichiarato suo ammiratore nel tentativo di iscriverlo o di averlo come simpatizzante del nuovo partito FARC. Chi è riuscito a portarlo dalla propria parte è stato il Presidente Juan Manuel Santos Calderón. Bergoglio, Papa Francesco, ha affermato:”El ejército colombiano es una víctima y no un victimario”, “L’esercito colombiano è una vittima e non responsabile di vittime.” Bergoglio ha così assolto l’esercito colombiano da tutti i suoi crimini, i falsos positivos, per esempio. I falsos positivos sono per lo più avvenuti durante i due governi di Uribe, dal 7 agosto 2002 al 7 agosto 2010.  L’attuale presidente della Colombia, Manuel Santos, è stato Ministro della Difesa nell’ultimo governo Uribe. Indagini svolte negli ultimi anni hanno messo in chiara evidenza la responsabilità diretta di alte sfere dell’esercito e quelle politiche del governo, quindi di Uribe e Santos. Dopo che la ONG Human Right Watch aveva denunciato nel giugno del 2015 le alte gerarchie militari compromesse nei falsos positivos, Juan Manuel Santos prese le difese di questi generali, tra cui il generale Jaime Lasprilla. Uno dei casi più rappresentativi è stato quello delle “madres de Soacha” del 2008. Militari dell’esercito assassinarono 17 giovani e li presentarono come guerriglieri morti in combattimento. Per questo delitto furono deposti il generale Montoya e 27 militari, ma la stragrande maggioranza dei falsos positivos resta impunito, con la copertura del presidente Santos.  Parte dell’opinione pubblica colombiana critica Santos per la sua responsabilità politica riguardo ai falsos positivos, ma anche perché la sua belligeranza nei confronti della guerriglia è stata violenta anche nei confronti popolazione, utilizzando, tra l’altro, la tecnica della terra bruciata. Utilizzando, ovviamente, l’esercito che Bergoglio ha assolto.

Bergoglio ha impegnato il suo tempo in Colombia oltre ad assolvere l’esercito, a predicare la riconciliazione, mettendo sullo stesso piano vittime e responsabili. Si è dimenticato o non ha voluto rispondere alla richiesta del CRIC (Consejo Regional Infigena del Cauca che Bergoglio sconfessi pubblicamente  la Dottrina della Scoperta delle Americhe, che ha servito a colonizzare, a rapinare il territorio, a violare i diritti dei popoli originari e compiere veri e propri genocidi. Vedere l’articolo il cui link è il seguente:

http://www.ancorafischiailvento.org/2017/09/07/bergoglio-colombia-la-scoperta-delle-americhe

Comunque è emerso che già nel 1986 che già nel 1986 di Guillermo Tenorio, un indigeno del popolo nasa , aveva il compito di leggere una lettera simile a Papa Giovanni Paolo II quando visitò Cauca nel 1986. Gli fu impedito dalla gerarchia ecclesiastica, ma in Colombia se ne parlò, innanzitutto a livello di popoli originari.

Vale la pena ricordare la situazione drammatica che vivono i popoli originari colombiani, anche in presenza del Processo di Pace. Tutto ciò è ben raccontato da un recente comunicato della Commissione Etnica per la Pace e la Difesa dei Diritti Territoriali ( Comisión Étnica para la Paz y la Defensa de los Derechos Territoriales: Organización Nacional Indígena de Colombia ONIC, Autoridades Tradicionales Indígenas de Colombia – Gobierno Mayor; Consejo Nacional de Paz Afrocolombiano – CONPA (Autoridad Nacional Afrocolombiana ANAFRO, Asociación de Consejos Comunitarios del Norte del Cauca – ACONC, Asociación Nacional de Afrocolombianos Desplazados AFRODES, Conferencia Nacional Afrocolombiana CNOA, Consejo Laboral Afrocolombiano – CLAF, Foro Interétnico Solidaridad Choco FISCH, Red Nacional de Mujeres Kambiri, Centro de Pastoral Afrocolombiana – Quibdó, Proceso de Comunidades Negras en Colombia PCN) che denuncia che i popoli originari sono stati sostanzialmente esclusi dall’Accordo Finale di Pace con gravi conseguenze per i diritti, specialmente quelli territoriali e chiede al governo colombiano rispetto di questi e inclusione nel processo di pace.

https://mundo.sputniknews.com/americalatina/201709071072163072-bogota-organizaciones-farc-protesta/

Bergoglio durante la sua visita ha valorizzato un poco credibile ruolo positivo dell’esercito nell’ottenere la pace, ma si è dimenticato di questo drammatico problema che coinvolge i popoli originari, che se non sarà risolto non vi sarà pace reale in Colombia

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

Un pensiero su “Bergoglio, in Colombia, l’esercito e i popoli originari.”
  1. Caro Francesco, non mi ero mai illuso . Questo papa è sempre anche se non soprattutto un capo di Stato. Stringe come altri capi di stato mani insanguinate di tante vittime innocenti. Non credo non sapesse chi fosse Santos ( se non lo sapeva è forse ancora peggio, ) ma ciò che doveva contare era la gloria dell’istituzione ecclesiastica che si presenta come fosse al di sopra delle parti.
    Scandaloso , antievangelico ,omertoso pensare e dire che l’esercito è stata una vittima e non l’autore di tanti crimini. E’ una strategia studiata : chiamare in Vaticano i movimenti popolari e poi non dare risposta al Cric.

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