BOLSONARO, BATTISTI, SALVINI


Francesco Cecchini


Non ho nessuna simpatia né politica, né personale nei confronti di Cesare Battisti. Sono comunista e Cesare Battisti non lo è. Non condivido l’eperienza della lotta armata alla quale Cesare Battisti ha appartenuto, ho abbandonato la militanza politica attiva con il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro. Penso anche che non sia un buon scrittore, anche se stimato dalla scrittrice Fred Vargas. Ho letto tempo fa il suo libro Faccia al muro.
A proposito di Frédérique Audouin-Rouzeau, in arte Fred Vargas, la scrittrice ebbe un ruolo attivo nella vicenda e appoggiò Cesare Battisti sia in Francia che in Brasile dichiarando una decina di anni fa che il suo impegno si giustificava perché “è giusto combattere un’ingiustizia.” e che le vittime di omicidi sono state strumentalizzate. In effetti vi sono dubbi sui processi e le condanne a Cesare Battisti, che è stato condannato per quattro omicidi, due commessi materialmente, due in concorso: quello del maresciallo degli agenti di custodia Antonio Santoro, ucciso a Udine il 6 giugno 1978, quello del gioielliere Pierluigi Torregiani e del commerciante Lino Sabbadin, che militava nel Movimento sociale italiano – Destra nazionale (Msi), uccisi entrambi da gruppi dei Pac il 16 febbraio 1979, il primo a Milano e il secondo a Santa Maria di Sala, Venezia e quello dell’agente della Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) Andrea Campagna, assassinato a Milano il 19 aprile 1978.
Battisti si è sempre dichiarato innocente.
Innanzitutto vanno ricordate le distorsioni della legge d’emergenza tra gli anni 70 e gli inizi degli anni 80 del secolo scorso. Un esempio tra i tanti colpevolizzazione di Pietro Valpreda. La cosiddetta emergenza negli anni Settanta, causò procedure processuali fondate, come ai tempi dellInquisizione, su pentimenti veri o falsi.
Per approfondire il tema della persecuzione giudiziaria contro Cesare Battisti, oggi tornato dattualità con il suo arresto in Bolivia ed estradizione in Italia, ritornano di attualità le FAQ curate da Carmilla. Il link è il seguente:
https://www.carmillaonline.com/2005/09/16/le-faq-frequently-asked-questions-su-cesare-battisti-aggiornate/


Riassumo tre considerazioni significative fra le tante: Il caso Luigi Pietro Torregiani, il testimone Pietro Mutti, l’uso della tortura.
IL CASO LUIGI PIETRO TORREGIANI
Di tutti i crimini attribuiti a Battisti, quello più significativo è il caso Torregiani.
Battisti fu arrestato per la prima volta dopo che, il 16 febbraio 1979, venne ucciso il gioielliere Luigi Pietro Torregiani, che il 22 gennaio 1979, aveva ucciso Orazio Daidone, uno dei due rapinatori che assaltaronoo il ristorante Il Transatlantico in cui cenava. Un cliente, Vincenzo Consoli, morì nella sparatoria, un altro rimase ferito. Chi uccise Torregiani intendeva colpire quanti volevano a farsi giustizia da soli. Cesare Battisti non partecipò allassalto al Transatlantico. Nessuno ha mai testimoniato la sua presenza. Si trattò di un episodio di delinquenza comune. La partecipazione venne prima affermata e poi negata per poi coinvolgerlo, nelluccisione del macellaio Lino Sabbadin lo stesso 16 febbraio 1979, quasi alla stessa ora. Per quanto riguarda il ferimento di Alberto Torreggiani, uno dei figli adottivi di Torregiani, Alberto, rimasto poi paraplegico, questi fu ferito per errore dal padre, nella sparatoria. Gli autori del crimine Sebastiano Masala, Sante Fatone, Gabriele Grimaldi e Giuseppe Memeo furono catturati e condannati. Il procuratore Armando Spataro, ne Il Corriere della Sera del 23 gennaio 2008, disse che Battisti giustiziò Luigi Pietro Torregiani, reo di avere reagito con le armi a una rapina che aveva subito. Ciò che realmente avvenne, Spataro lo spiegò altre volte: Torregiani e un collega fecero fuoco, con revolver di grosso calibro, su chi stava rapinando la cassa del ristorante Transatlantico in cui cenavano. Cesare Battisti venne collegato allomicidio Torregiani perché, per sua stessa ammissione, faceva parte del gruppo che rivendicò lattentato, i Proletari Armati per il Comunismo. Lo stesso gruppo che rivendicò luccisione di Sabbadin avvenuto a Santa Maria di Sala, Venezia. Nel processo Battisti fu giudicato tra gli organizzatori dellomicidio Torregiani. Secondo il dissociato Arrigo Cavallina, avrebbe partecipato a riunioni in cui si era discusso dell’uccisione, senza dissociarsi. Solo con lentrata in scena del pentito Mutti, dopo che Battisti era stato condannato a dodici anni e mezzo ed era evaso laccusa si precisò, ma ancora una volta per deduzione. Poiché Battisti era accusato da Mutti di avere svolto ruoli di copertura nellomicidio Sabbadin, e poiché gli attentati Torregiani e Sabbadin erano chiaramente ispirati a una stessa strategia, colpire i negozianti che uccidevano i rapinatori, ecco che Battisti doveva essere per forza di cose tra gli organizzatori delluccisione a Torregiani, pur senza avervi partecipato di persona.
IL TESTIMONE PIETRO MUTTI.
L’accusa contro Battisti si basò principalmente sulle dichiarazioni di Pietro Mutti, collaboratore di giustizia. Testimoni secondari furono i dissociati Arrigo Cavallina e l’ex compagna giovanile di Battisti, Maria Cecilia Barbetta, le cui dichiarazioni furono confrontate con quelle del pentito. Secondo lo scrittore Valerio Evangelisti, le contraddizioni sarebbero molte; Mutti avrebbe anche cambiato spesso versione in cui il ruolo di Battisti era diverso e confondendo gli omicidi Santoro e Campagna nelle interviste. Secondo Evangelisti, Battisti non avrebbe avuto altro modo per difendersi che praticare quello che definisce il diritto all’evasione e fuggire. La stessa Cassazione riferendosi a Pietro Mutti affermò che “Questo pentito è uno specialista nei giochi di prestigio tra i suoi diversi complici, come quando introduce Battisti nella rapina di viale Fulvio Testi per salvare Falcone o ancora parla di Lavazza o Bergamin in luogo di Marco Masala in due rapine veronesi. Del resto, Pietro Mutti utilizza l’arma della menzogna anche a proprio favore, come quando nega di avere partecipato, con l’impiego di armi da fuoco, al ferimento di Rossanigo o all’omicidio Santoro; per il quale era d’altra parte stato denunciato dalla DIGOS di Milano e dai CC di Udine. Ecco perché le sue confessioni non possono essere considerate spontanee”.
LE TORTURE
La polizia torturò. Vi furono ben tredici denunce, otto provenienti da imputati, cinque da loro parenti. Non un fatto inedito, ma certo fino a quel momento insolito, in unistruttoria di quel tipo. Luso della tortura, nei processi contro i terroristi di sinistra fra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta, è scrupolosamente documentato nel volume Le torture affiorate, coll. Progetto Memoria, ed. Sensibili alle foglie, 1998. In un’ intervista dell’ottobre 2018 Cesare Battisti ha affermato:Mutti è stato torturato, per questo ha accusato me.
Il link con l’intervista è il seguente:
https://www.lavocedellelotte.it/it/2017/10/15/intervista-a-cesare-battistimutti-e-stato-torturato-per-questo-ha-accusato-me/


CESARE BATTISTI, JAIR BOLSONARO E MATTEO SALVINI.
Il fascista Jair Bolsonaro, sta mettendo in pratica la sua concezione dittatoriale secondo cui lincarico di presidente del Brasileè una specie dittatore con licenza di ogni tipo di arbitrio. Vedi il caso dei popoli originari del Barsile i cui territori vengono dati ai latifondisti. Inoltre durante la campagna elettorale, Bolsonaro a più riprese ha minacciato di cacciare dal paese o far marcire in galera i militanti di sinistra e gli attivisti dei movimenti sociali, come ad esempio in Sem Terra. Nellaprile scorso, quando lallora candidato del Psl si incontrò con lambasciatore italiano affermò: “Lanno prossimo vi farò un regalo: Cesare Battisti!” Il giorno stesso della vittoria elettorale, Eduardo Bolsonaro, figlio del neopresidente e a sua volta eletto deputato federale, ringraziò Matteo Salvini per il sostegno con queste parole: “Il regalo è in arrivo!” Da quel momento, dopo lautorizzazione allestradizione firmata dal presidente uscente, Michel Temer, è scattata la caccia alluomo, cioè a Cesare Battisti
Igor Fuser giornalista e docente all’Università di San Paolo ha recentemente scritto: “Lepisodio della sua condanna in Italia è uno scandalo paragonabile alla farsa giudiziaria montata dal giudice Sergio Moro contro lex presidente Lula. Consegnare Battisti allItalia favorisce la campagna per svilire la gestione presidenziale di Lula e rappresenta, di fatto, il segnale di via libera per un pogrom su larga scala contro i partiti di sinistra, i movimenti sociali e tutti coloro che Bolsonaro definisce i rossi.
Da notare che anche in Bolivia socialisti tra cui il fratello del vicepresidente Álvaro García Linera, Raúl García e l’ex ministro Hugo Moldiz hanno criticato la consegna di Cesare Battisti alle autorità italiane. “Oggi, per la prima volta, questo processo di cambiamento agisce da controrivoluzionario. Oggi gli interessi dello Stato sono stati posti al di sopra della morale rivoluzionaria.” ha detto Raul Linera che si sente imbarazzato e deluso dalle azioni del governo di Evo Morales.
La cattura ed estradizione di Cesare Battisti ha fatto esultare in Italia la destra, che si è scatenata.
Maurizio Gasparri di Forza Italia : Battisti subito in Italia. Grazie a chi lo ha arrestato. Ora ergastolo senza sconti o compromessi. È il simbolo del male. Nessuna pietà!”
Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia : Un doveroso il ringraziamento al presidente brasiliano Bolsonaro: il suo intervento è stato decisivo per mettere fine allimpunità di Battisti. Le nostre patrie galere lo aspettano a braccia aperte per scontare, fino allultimo giorno e senza sconti e benefici, lergastolo.
Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli dItalia alla Camera: “Un grazie alla Squadra speciale che lo ha arrestato e un pensiero ai familiari delle sue vittime, che finalmente dopo tanto tempo potranno avere giustizia. Ora il terrorista assassino Cesare Battisti finisca i suoi giorni in galera.”
Per non parlare del ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Grazie di cuore al presidente Jair Messias Bolsonaro e al nuovo governo brasiliano per il mutato clima politico che, insieme a un positivo scenario internazionale dove lItalia è tornata protagonista, hanno permesso questo successo atteso da anni.”
Voci fuori dal coro nero in Italia sono state quelle di Marco Ferrando, di Paolo Ferrero, di Francesco Caruso e di altri.
Marco Ferrando, portavoce nazionale del Partito Comunista dei Lavoratori ha commentato così:”Per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia per Cesare Battisti. Salvini vuole esibirlo come trofeo.Da parte del governo c’è il tentativo di sfruttare questa cosa come occasione propagandistica. Noi siamo sempre stati ferocemente contrari, da un punto di vista anticapitalistico e rivoluzionario, a ogni teoria e pratica del terrorismo, che porta acqua alle classi dominanti e disorienta la classe operaia. Detto questo, per fatti di 30 anni fa, la soluzione logica dovrebbe essere l’amnistia. Nessun elemento di enfasi, di gioia o di solidarietà verso un governo reazionario come quello di Salvini e Di Maio. Noi non abbiamo nulla a che spartire con la collaborazione tra un governo ultra-reazionario come quello di Bolsonaro e quello di Salvini. Entrambi vogliono esibire Battisti come trofeo”.
Paolo Ferrero, ex deputato ed ex segretario di Rifondazione Comunista ha dichiarato. “È evidente che siamo a un’altra puntata del depistaggio di massa che questo governo e in particolare Salvini fanno. Prima gli immigrati, adesso Battisti. Il problema vero è che tutti i problemi che c’erano prima, dalla disoccupazione alla precarietà, alle bollette che aumentano… tutto il disagio della gente è peggiorato”.
CONCLUSIONE. COSA FARE E COSA DIRE.
Vanno, innanzittto, denunciate le affinità di pensiero e di azione tra il fascista brasisilano Jair Bolsonaro e la nostra destra, Salvini, Meloni, Gasparri e company.
Bisogna chiedere al movimento di opposizione in Brasile al fascista Bolsonaro di contestare l’ arbitrarietà e sostanzialità illegalità nei confronti di Cesare Battisti. Va ribadito che Battisti non era e non è un fuggiasco, ma viveva regolarmente in Brasile, essendogli stata riconosciuta la residenza permanente dallex presidente Lula, che aveva negato precedenti richieste di estradizione. Battisti, risiedeva in Brasile dal 2004. È sposato con una brasiliana e ha un figlio brasiliano. Ha sempre rispettato le leggi di questo Paese e svolto dignitosamente la sua professione di scrittore. La questione giuridica che riguarda la sua permanenza in Brasile è stata definitivamente risolta nel dicembre del 2010, quando lallora presidente Lula, esercitando un potere attribuitogli dal Supremo Tribunale Federale (Stf), decise di respingere la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità italiane.
In Italia va messa in rilievo una questione di diritti umani, in questo senso va la presa di posizione di Francesco Caruso ex deputato di Rifondazione Comunista: “Mi sembra una sete di vendetta che non ha nessuna altra funzione se non ripagare l’odio e il rancore di questi signori al governo. Il terrorista dei Pac ha le sue colpe, ma il Battisti che aveva vent’anni e il settantenne di oggi sono due persone diverse. Il carcere ha una funzione riabilitativa. Non si capisce cosa debba fare questo signore in carcere se il principio del carcere resta quello sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, che si chiama ‘rieducazione’, non ‘vendetta’. Questo esisteva nelle società pre-cristiane…”.
Le contraddizioni, i limiti e le gravi mancanze nei processi a Cesare Battisti sono la base per un movimento che se non assoluzione, difficile, chieda la amnistia.

CESARE BATTISTI IN TRIBUNALE NEL 1981

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

7 pensiero su “IL FASCISTA JAIR BOLSONARO NON VA RINGRAZIATO PER CESARE BATTISTI.”
  1. Cesare Battisti ha ammesso oggi gli omicidi e altri reati: questo e’ il personaggio a cui la ‘dottrina Mitterand’ ha consentito quasi 15 anni di esilio dorato in Francia.
    Attendiamo le scuse dello Stato francese per aver negato 4 volte l’estradizione di questo pluriomicida e di chi lo ha difeso come Fred Vargas

  2. Sono brasiliana, molto soddisfatta e felice con Bolsonaro. Presidente di destra onesto e non corrotto come sono stati i suoi predecessori sinistroidi ladri che affondarono il paese in corruzione. E se avete cesare battisti è grazie a Bolsonaro sì. Non parlarne di chi non ha la minima conoscenza e lei non conosce Bolsonaro, il popolo brasiliano e neanche il Brasile.

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