Francesco Cecchini

Jair Bolsonaro e Mario Abdo Benitez

I dittatori Stroessner e Pinochet


Grande è la confusione sotto il cielo latinoamericano, ma la situazione non è eccellente.
L’attuale presidente del Paraguay Mario Abdo Benítez, figlio dell’ononimo segretario del dittatore Stroessner del Partido Colorado (chiamato ora anche Asociación Nacional Republicana) appena eletto ha dichiarato: Non riesco a smettere di ricordare mio padre, che era un grande colorado, un ricordo implicito, quindi, anche di Stroessner, El Rubio, di cui il padre fu la mano destra.
Lo scorso martedì durante un evento nella centrale idroelettrica di Itaipú, in occasione della nomina del nuovo direttore di parte brasiliana, Joaquim Silva e Luna, alla presenza del suo collega, Mario Abdo Benítez, il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha lodato l’ex dittatore paraguaiano Alfredo Stroessner , menzionando anche il suo collega brasiliamo Humberto de Alencar Castelo Branco e definendoli come statisti che sapevano cosa fare di positivo per i propri paesi.
Il Paraguay di Stroessner ( 1954-1989) è stato un esempio di dittatura sanguinaria dove esisteva una stretta correlazione tra politica e crimine e dove il popolo non esisteva, se non come vittima. Alfredo Stroessner governò il Paraguay per 34 anni e morì nel 2006. Stroessner pose fine all’opposizione, troncò ogni tipo di ribellione e instillò nella gente una paura ancestrale, misteriosa e reverenziale.Probabilmente un modello per il fascista brasiliano Jair Bolsonaro.
Il Frente Guasu, opposizione al presidente del Paraguay Mario Abdo Benítez, ha affermato che le parole di Jair Bolsonaro rappresentano gli interessi di grandi imprese brasiliane che hanno tratto profitti durante la dittatura di Stroessner. Parole importanti, che prendono in considerazione che Paraguay e Brasile devono rinegoziare il trattato di Itaipù, che al momento è favorevole al Brasile.
Più articolate le dichiarazioni di Rogelio Goiburú, capo della Direzione della Memoria Storica e della Riparazione, che che ha descritto come fascista il presidente brasiliano. Rogelio Goiburú ha ricordato l’importanza del lavoro storico e che le tragedie che il popolo paraguaiano ha vissuto in 35 anni, gli esili, le persecuzioni, gli imprigionamenti, le torture, le sparzioni vengano insegnate nelle scuole Ha inoltre detto che il Paraguay è uno Stato fallito e che il governo dovrebbe dedicarsi a risolvere i problemi del paese non ad altro, alludendo al viaggio fatto Abdo in Colombia, per la consegna simbolica di aiuto umanitario in Venezuela. Ha aggiunto che il Paraguay è praticamente una colonia del Brasile, che a sua volta è una colonia degli Stati Uniti.
Jair Bolsonaro ha anche gridato: ” Sinistra mai più!”, riferendosi a successi elettorali della destra nel continente americano. La sinistra deve invece risorgere in America del Sud e spazzare via personaggi come Bolsonaro, Duque, Abdo Benítez, Guaidò, Macrì ed altri.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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