Maggio 28, 2020

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Brasile, tagli all’istruzione pubblica, centinaia di migliaia in piazza

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Brasile È servita la proposta di legge che taglia i fondi all’istruzione pubblica per far scendere finalmente in piazza centinaia di migliaia di persone per la prima giornata di mobilitazione nazionale contro il fascista Bolsonaro il quale ha risposto che “coloro che scendono in piazza sono degli idioti manipolati”.

Come riferisce il giornale Veja, secondo gli organizzatori, 1,5 milioni di persone hanno partecipato alle manifestazioni nei 26 stati del paese e nel Distretto Federale; mentre le proteste si sono verificate, il ministro parlava alla Camera.

Studenti e insegnanti di scuole e università pubbliche e private, oltre a movimenti sociali, hanno protestato mercoledì 15 maggio contro i tagli ai fondi per l’educazione promossi dal governo del presidente Jair Bolsonaro. Secondo le entità, le dimostrazioni si sono svolte nei 26 stati e nel Distretto federale, in proporzioni diverse. Secondo la Unione Nazionale degli Studenti (UNE), che ha convocato gli atti, 1,5 milioni di persone sono andate alle proteste. Nuove dimostrazioni sono previste per il 30 maggio.

Mentre le proteste si svolgevano in tutto il paese, il ministro dell’istruzione Abraham Weintraub ha informato sui tagli alla Camera dei Deputati, dalle 15:00 alle 21:00.

Interrogato dal deputato e professore Israel Batista (PV-DF), il ministro dell’Istruzione ha dichiarato di essere d’accordo con la dichiarazione del presidente Jair Bolsonaro secondo cui i manifestanti che sono scesi in piazza per protestare contro i tagli al bilancio dell’istruzione sono “utili idioti” e una “massa manipolata”. Per Abraham Weintraub, “tutti i ministri e coloro che stanno nel governo devono seguire la linea dettata presidente. Io non verrò mai qui in pubblico a dire che non sarò d’accordo con il presidente, se non sono d’accordo, lo risolvo internamente”.

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