Settembre 19, 2020

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Nuova legge elettorale, liste bloccate e niente preferenze

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Niente preferenze. Nessuna possibilità per i cittadini di votare direttamente i propri rappresentanti al Parlamento che, invece, verranno scelti ancora dai capipartito. Lo prevede il testo base della nuova legge elettorale presentato ieri in commissione Affari Costituzionali della Camera (favorevoli M5S e Pd, astenuti Leu e Iv, le opposizioni non hanno partecipato). Stando al testo base, quello che si prospetta è, come paventato da tanti, un Parlamento a 600 fatto di nominati e peones, laddove dovesse prevalere il Sì al referendum. Il testo base prevede un sistema proporzionale, con sbarramento al 5% e il cosiddetto diritto di tribuna, già presente nella Legge Acerbo del 1924. “Abbiamo appena votato l’adozione del testo base della nuova legge elettorale”, scrive la parlamentare 5 Stelle Sabrina De Carlo. “Si tratta di un sistema di voto totalmente proporzionale, con una soglia di sbarramento fissata al 5%, le liste bloccate e il diritto di tribuna”. Se il buongiorno si vede dal mattino…

sabrina

Naturalmente, la delusione è tanta, anche tra i sostenitori del Sì e persino tra gli esponenti 5 Stelle (vedi commento al post di De Carlo dell’europarlamentare grillino Ignazio Corrao nelle foto in basso) e il timore che possa formarsi una Supercasta di nominati dilaga tra gli elettori dei due fronti: “Quindi liste bloccate, soglia di sbarramento al 5% e diritto di tribuna. Cioè, se passa il SI al referendum diventeremo un’oligarchia assoluta. Ma ci rendiamo conto?”, scrive Alberto Potenza in risposta all’onorevole De Carlo. Altri fanno notare come il combinato disposto tra Parlamento a 600, liste bloccate e “mandato zero” sia l’assicurazione sulla vita per i vertici 5 Stelle, Di Maio in testa, perché garantirebbe loro la “poltrona” eterna.

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