Bandiere della Colombia e delle Nazioni Unite.


Francesco Cecchini


La situazione nella quale versa la pace è critica, l attuazione dell Accordo di pace in Colombia ha dovuto affrontare numerose battute darresto.Il presidente dellIstituto per lo sviluppo e gli studi sulla pace (Indepaz), Camilo González Posso, ha valutato che, cinque anni dopo la firma dellAccordo di pace tra il governo della Colombia e le FARCEP, il Paese affronta una situazione critica con la sua attuazione e i progressi non superano il 20% di quanto concordato. Un misero 4% per anno. Un disastro.
Venerdì 29 ottobre il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ha affermato che prolungherà il mandato della Missione di Verifica in Colombia, fino al 31 ottobre 2022. Tale Missione è incaricata di verificare l’attuazione dell’Accordo di Pace, da parte del Governo Nazionale e le FARC-EP , oggi Partito dei Comuni. La dichiarazione è la seguente: “Il mandato della Missione di verifica è stato ampliato per includere il compito aggiuntivo di verificare il rispetto e l’ attuazione delle sanzioni imposte dalla Giurisdizione Speciale per la Pace”.
Il capo della Missione di verifica, Carlos Ruiz Massieu, ha affermato nel suo ultimo rapporto che il deterioramento della sicurezza nel paese, che ha visto un’ondata di omicidi di leader sociali ed ex guerriglieri, colpisce “sproporzionatamente” le popolazioni indigene e afrocolombiane. in alcune regioni della Colombia. Secondo il documento delle Nazioni Unite, questa estensione contribuirà a rafforzare la fiducia nel Sistema globale di verità, giustizia, riparazione e non ripetizione, stabilito negli accordi di pace. Questo punto dell’ accordo costituisce proprio l’ asse centrale della giurisdizione creata per risolvere i reati commessi dalle parti in conflitto.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nel suo rapporto trimestrale sulla missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia, a settembre, ha affermato che tra i risultati degli accordi di pace, dopo cinque anni dalla loro attuazione, c’ è la cessazione del fuoco e la consegna di armi da parte dei guerriglieri Va notato che l’accordo prevedeva spazi per le comunità per attuare piani di sviluppo e alternative alle economie illecite, oltre a una prospettiva di genere. Un altro risultato è stata la creazione e l’attuazione della Giurisdizione Speciale per la Pace e la partecipazione al Congresso delle popolazioni storicamente escluse nelle regioni colpite dal conflitto. Tuttavia, il rapporto indica che la violenza contro ex combattenti, leader sociali e difensori dei diritti umani continua a essere concentrata in 25 comuni del Paese, situati principalmente in aree prioritarie per l’attuazione dell’ Accordo di pace.
Le cifre non sono incoraggianti, il rapporto trimestrale delle Nazioni Unite riporta che nel periodo dal 26 giugno al 24 settembre 2021 sono stati uccisi 14 ex combattenti FARC-EP (tutti uomini), portando la cifra a 292 (nove donne) da quando il patto è stato firmato. Le regioni che concentrano la maggiore insicurezza sono Cauca, Nariño e Valle del Cauca, con un totale di un terzo degli omicidi. L’ Ufficio dell’ Alto Commissario per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha ricevuto informazioni sugli omicidi di 43 difensori dei diritti umani, per un totale di 158 omicidi nel 2021. Inoltre, sono stati documentati 11 massacri, con 38 vittime quest’anno ( altri 16 sono in corso di verifica). L’ aumento della violenza nel paese continua a causare massicci sfollamenti, soprattutto nei dipartimenti di Antioquia, Bolívar, Cauca, Chocó, Córdoba e Nariño, colpendo in particolare le comunità indigene e afrocolombiane. Nelle ultime settimane, un insediamento di oltre 1.000 indigeni provenienti da diverse parti del Paese si è concentrato a Bogotà in segno di rifiuto del governo di Iván Duque, che accusa di non garantire la sicurezza nei loro territori e di lasciarli alla mercé di paramilitari. Decine di migliaia di indigeni sono vittime di sfollamenti forzati.
Causa di tutto ciò è l uribismo che sabota la pace in Colombia. Solo un alternativa politica a Iván Duque, a Álvaro Uribe e al loro partito Centro Democrático permetterà che la pace venga veramente realizzata.

Continuano ad amazzarci

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy