In una lapide posta di recente al Vittoriano vi è scritto: La Repubblica Italiana onora i soldati italiani fucilati durante la Grande Guerra.


Francesco Cecchini


Il 28 ottobre 1921 Maria Bergamas, nella Basilica di Aquileia, scelse la salma di un soldato non identificato, ignoto, morto sul fronte della Grande Guerra. Il 4 novembre 1921, terzo anniversario della fine della Grande Guerra, il Milite Ignoto veniva tumulato all’ Altare della Patria. Di entrambe le date ricorre in questi giorni il centenario. Fu il colonnello Giulio Douhet, poi diventato generale, nel 1920, a volere che il governo italiano ricordasse i 600.000 soldati caduti in guerra. Va detto che il generale Douhet era stato molto critico come gli alti mliitari italiani, a partire dal generalissimo Luigi Cadorna, poi destituito dopo Caporetto nell’ autunno del 1917, avevano condotto la guerra. Per il colonnello Giulio Douhet il Milite Ignoto doveva testimoniare di una vittoria ottenuta non grazie alla guida dei vertici dello Stato italiano ma malgrado essi e grazie proprio ai soldati. Nell’ ambito delle celebrazioni per il centenario del Milite Ignoto una lapide è stata posta nel Vittoriano alla presenza del sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, con scritto che va reso onore ai soldati fucilati durante la Grande Guerra. Furono oltre 750 le vittime del militarismo ad opera di sentenze dei tribunali speciali che si adeguarono alle circolari di Luigi Cadorna che imponeva esecuzioni per lesempio.
La senatrice Tatjana Rojc, che aveva depositato un disegno di legge recante Disposizioni per la riabilitazione storica degli appartenenti alle Forze armate italiane condannati alla fucilazione dai tribunali militari di guerra nel corso della prima Guerra mondiale, commentando la posa di una targa commemorativa a Roma al Vittoriano, dedicata amche ai militari italiani fucilati nel corso della Prima Guerra mondiale, ha così commentato: Con lapposizione della lapide al Vittoriano è stato fatto un primo e significativo passo verso la riabilitazione di centinaia di ragazzi italiani fucilati ingiustamente per mano amica, per reati mai commessi. La ricorrenza del centenario della traslazione della Salma del Milite Ignoto all’Altare della Patria rende il gesto altamente simbolico, dando seguito a quanto disposto dalla Risoluzione della commissione Difesa del Senato, presieduta dall’ on. Pinotti, approvata con il concorso di tutti i gruppi parlamentari il 10 marzo scorso.
Al di là di queste considerazioni, ciò che fa riflettere è che lItalia è forse lunico tra i grandi Paesi europei che parteciparono alla Prima guerra mondiale a non aver ancora preso posizione sulle fucilazioni avvenute durante il conflitto, con una legge nazionale. Per esempio il 21 maggio 2015 venne approvato alla Camera venne approvata la legge Scanu, Zanin e Basilio che prevedeva la riabilitazione dei fucilati. Quasta legge fu poi completamente modificata in Senato trasformando i riabilitati in perdonati. A livello regionale le cose vanno meglio
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato una proposta di legge per riabilitare quei soldati italiani fucilati allinterno dei suoi attuali confini durante la Prima guerra mondiale, per ordine dei tribunali militari straordinari. Inoltre ha istituito una ” Giornata regionale della restituzione dell’ onore” ogni primo luglio in ricordo della fucilazione di quattro alpini — Basilio Matiz, Silvio Gaetano Ortis, Giovanni Battista Coradazzi e Angelo Primo Massaro, avvenuta a Cercivento, nella Carnia, nel 1916. I quattro furono condannati a morte dopo un breve processo sommario per essersi rifiutati di eseguire lordine di conquistare la cresta di una collina in pieno giorno, unimpresa praticamente suicida visto che si trovavano nei pressi del fronte nemico, sul passo di Monte Croce Carnico. Uno di loro non era nemmeno coinvolto e fu scelto probabilmente in modo casuale. Ma quella dei fucilati di Cercivento è solo una delle tante storie di soldati italiani vittime della spietatezza dellalta gerarchia militare di quellepoca.
Lo scorso agosto, Roberto Ciambetti, presidente del Consiglio regionale del Veneto ha presentato un progetto di legge Disposizioni per la ricerca storica sulle fucilazioni e la commemorazione dei fucilati durante la prima Guerra Mondiale nel territorio della Regione Veneto
CONCLUSIONI
La lapide sul Vittoriale che rende onore ai fucilati durante la Grande Guerra, la legge in Friuli Venezia Giulia che riabilita i fucilati nella regione, il progetto di legge di Roberto Ciambetti possono spingere il Parlamento itlaliano a un atto di giustizia atteso da più di un secolo, una legge nazionale di riabilitazione.

Fucilazione di soldati nel film “Uomini contro”.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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