Giorgia Meloni e Steve Bannon


Francesco Cecchini

Articolo di Amanda James pubblicato su La Voce di New York e tradotto da Francesco Cecchini per Ancora Fischia il Vento.

L’Italia è in procinto di avere il governo  più di destra dalla seconda guerra mondiale, con Giorgia Meloni  prima donna  primo ministro. La Meloni si è posizionata come populista in stile Trump, affermando che il suo partito governerà per tutti. La coalizione di centrodestra che l’ha portata alla vittoria è composta da tre partiti: Fratelli d’Italia; la Lega, guidata da Matteo Salvini, e Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, l’ex primo ministro italiano condannato per frode fiscale e nominato in un rapporto del Dipartimento di Stato americano del 2011 sulla tratta di esseri umani. Dopo il suo trionfo martedì 28 settembre, diversi repubblicani hanno elogiato la sua vittoria. Il senatore Ted Cruz, R-Texas, ha salutato i risultati elettorali come “spettacolari”, mentre il senatore Tom Cotton, R-Ark., ha twittato che non vedeva l’ora di lavorare con lei” per “promuovere i nostri interessi condivisi”. Anche la rappresentante Marjorie Taylor Greene, R-Ga., ha lodato Meloni e si è congratulata con lei per la sua vittoria. Questo repubblicana della Georgia è stato eletta al Congresso nel 2020 come nota teorica della cospirazione e simpatizzante di QAnon. Nel suo mandato e nel periodo precedente, ha attaccato persone LGBTQ+, eminenti democratici e un candidato alla Corte Suprema. Ha fatto affermazioni oltraggiose sulla pedofilia, i laser spaziali che provocano incendi boschivi e l’imminente estinzione delle persone eterosessuali.
ll conduttore di Fox News Tucker Carlson ha detto che la sua vittoria è stata una “rivoluzione”. Carlson, il più popolare conduttore televisivo di Fox News, è il sostenitore di Trump più conservatore e schietto le cui teorie sui Democratici e le cospirazioni sono le più selvagge di tutte. Attualmente, mentre l’uragano Ian si dirige verso la terraferma della Florida, avendo già messo fuori uso l’elettricità in tutta l’isola di Cuba, Carlson ha preso in giro un segmento in arrivo insinuando che gli uragani sono una “truffa”. Ha chiamato gli insorti che hanno attaccato il Campidoglio il 6 gennaio 2020, “gentili persone che sventolano bandiere americane”.
Meloni ha avuto legami di lunga data con membri chiave della politica statunitense. Dal 2018, Steve Bannon, consigliere della Casa Bianca sotto il presidente Donald Trump, l’ha sostenuta nella sua ascesa alla celebrità politica. In effetti il suo sostegno potrebbe aver spinto la sua vittoria. Quattro anni fa, Fratelli d’Italia deteneva solo il 4% dei voti in Italia, molto meno del 41% al 45% vinto in queste ultime elezioni. Partecipando a una delle manifestazioni di destra di Bannon in Europa nel 2018, Meloni ha detto al Daily Beast che lo vedeva come un “alleato”, aggiungendo: “Condividiamo gli ideali. Dobbiamo sentire cosa dice”. Benjamin Harnwell, l’editore internazionale del podcast “War Room” di Bannon, aveva precedentemente detto a Yahoo News di ricordare che Bannon aveva definito Meloni “una rock star” dopo il loro primo incontro. “Questa donna trasformerà l’Italia”, ricorda la Harnwell che aveva detto Bannon all’epoca. Taylor Green, Bannon e Carlson promuovono tutti la “teoria della sostituzione”, così come Meloni e la sua coalizione di partito.
Questi sono gli amici e gli alleati che Meloni mantiene. E se guardiamo al ruolo che questi ultraconservatori hanno svolto e continuano a svolgere nel dividere gli Stati Uniti e nel guidare l’odio e l’animosità tra la propria  gente, allora l’Italia ha molto di cui preoccuparsi.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy