Presidente Iván Duque e Ministro delle Miniere e dell’Energia María Fernanda Suárez.


FrancescO Cecchini


In Colombia il Consiglio di Stato ha permesso al Governo di dimostrare che il fracking non fa danni. Il Consiglio di Stato vuole dare al fracking il beneficio del dubbio. Il Governo ha pubblicato per commenti il progetto di decreto per lo sviluppo di progetti pilota di fracking in Colombia. Il documento è disponibile sul sito web del Ministero delle miniere e dell’energia e sarà pubblicato fino al 20 gennaio. Il decreto fissa tre fasi per lo sviluppo di progetti di ricerca sul fracking: uno per il preventivo , uno dell’esecuzione dei progetti,mche inizia con la concessione di una licenza ambientale e il terzo per una valutazione finale. Il comitato responsabile dell’ultima fase sarà composto da 6 membri: uno delegato del Presidente della Colombia, il Ministro delle Miniere o un suo delegato, il Ministro dell’Ambiente o un delegato e 2 membri esperti indipendenti nominati dal Presidente. I Progetti pilota di ricerca sono processi di ricerca tecnica e scientifica, di natura temporanea, che cercano di raccogliere informazioni sulla la tecnica della fratturazione idraulica a più stadi con perforazione orizzontale. I luoghi per l’esplorazione dei pozzi saranno soggetti al rilascio di una licenza ambientale da parte dell’Autorità nazionale preposta. Il Ministero delle Miniere e dell’Energia indicherà i requisiti tecnici e stabilirà i luoghi in cui possono essere eseguiti. Secondo il decreto, le organizzazioni autorizzate a sviluppare progetti di fracking sarebbero le persone giuridiche che alla data di emissione di questa sezione hanno firmato un accordo con la Agencia Nacional de Hidrocarburos. Il decreto inoltre stabilisce che la perforazione di questi pozzi deve essere effettuata con tecnologie a impatto minimo.
Chi è decisamente a favore del fracking è il Ministro delle Miniere e dell’Energia María Fernanda Suárez che ha dichiarato che se non si prendono misure nel 2024 la Colombia dovrà importare gas. Per María Fernanda Suárez il fracking è la soluzione, smentendo lo stesso presidente Iván Duque che in campagna elettorale aveva affermato che avrebbe evitato qualsiasi progetto di fratturazione idraulica.
Chi è in prima linea contro il fracking è l’ Alianza Colombia Libre de Fracking che dichiara.”Siamo uniti dalla difesa dell’acqua, della vita, degli ecosistemi. Date le prove scientifiche esistenti che mostrano gli impatti negativi che il fracking ha avuto sull’ambiente, sulla salute e sulle comunità, chiediamo al governo del presidente eletto Iván Duke in modo che, in applicazione del principio di precauzione, non permetta lo sviluppo di tali progetti nel paese “,
Giovedì 16 gennaio il Comité Nacional del Paro Bogotá ha organizzato una manifestazione ambientale di fronte all’ Università EAN (Escuela de Administración de Negocios) per informare, oltre che sull’uso dei glifosati sul fracking. Diógenes Orjuela, presidente della Central Unitaria de Trabajadores (CUT), dichiarò di essere contro entrambi.

Non alle perforazioni per il fracking

Cacerolazo contro il fracking


Alla testa del cacerolazo vi è stata l’ Alianza Colombia Libre de Fracking che ha ribadito che non si debba sperimentare una tecnica che è stata vietata o sospesa in varie parti del mondo a causa degli impatti che ha a livello ambientale.

Una comissione di esperti già un anno fa, ad inizio 2019, disse di si al fracking


CHE COS’E’ IL FRACKING?
La fratturazione idraulica o il fracking è una tecnologia utilizzata per estrarre gas o petrolio che è intrappolato nei pori di formazioni rocciose scarsamente permeabili chiamate scisti bituminosi, che si trovano nel sottosuolo e si trovano di solito a una profondità compresa tra 1.000 e 5.000 metri . Per poter rimuovere gli idrocarburi, è necessario perforare un pozzo verticale fino a quando non raggiunge la formazione che li contiene. Successivamente, viene eseguita un’altra serie di perforazioni orizzontali nello scisto, che può estendersi per diversi chilometri in diverse direzioni. Attraverso questi pozzi la roccia viene fratturata iniettando una miscela di acqua, sabbia e sostanze chimiche ad alta pressione che guidano il flusso e lo scarico degli idrocarburi dai pori

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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