Dicembre 1, 2021

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PARAGUAY, CORRUZIONE E REPRESSIONE

Manifestanti chiedono giudizio politico per il presidente Mario Abdo Benítez-


Francesco Cecchini


Il Paraguay è un’ isola circondata da terra, una nazione piccola, isolata, dove da molto tempo, per lo meno dai tempi del dittatore Alfredo Stroessner, è presente la correlazione tra politica e crimine alle spese del popolo.
L’ assassinio delle due bambine Carmen e Lilian per mano di un reparto dell’ esercito e la sparizione di un’ altra bambina, Lichita, sono drammatici episodi di una realtà, il Paraguay, fatta di corruzione, distruzione delle risorse e repressione.
Un’ esempio recente di repressione o tentativo di repressione.
La campagna nazionale e internazionale per denunciare l’ assassinio delle due bambine e la sparizione di una terza sta crescendo, anche grazie al merito dell’ Unione degli Avvocati argentini ( Gremial de Abogados y Abogadas), che si trova in Paraguay. Il senatore Fidel Zavala, uomo di destra e protagonista di episodi di corruzione, ha chiesto l’ intervento del procuratore generale dello Stato Sandra Quiñones di indagare gli Avvocati se fossero complici o sostenitori dell’ Esercito del Popolo Paraguaiano (EPP) e se lo fossero denunciarli alla giustizia paraguaiana. L’ Unione degli Avvocati ha risposto che non si faranno intimidire e continueranno l’ azione di denuncia. ” La Gremial de Abogados y Abogadas fa e farà quello che deve fare al di là della persecuzione. Non ci lamentiamo, non gridiamo al cielo. Né chiediamo solidarietà. La solidarietà che chiediamo è con chi combatte e soprattutto con chi è nelle mani dei potenti dominatori del Paraguay.”

Anahí e Lichita, sorelle gemelle


L’ articolo Paraguay, entre el saqueo y el terror di Celso Guanipa Castro è stato pubblicato su La Haine del 30 gennaio e tradotto da Francesco Cecchini per Ancora Fischia il Vento.
IL PROGETTO CAPITALISTA SI RAFFORZA IN PARAGUAY. In Paraguay, paese con una lunga storia di leader i cui sforzi sono stati caratterizzati da assalti al tesoro pubblico, impunità e omissioni, l’ attuale governo di Mario Abdo Benítez appare non solo come un paladino della corruzione, ma anche come un insabbiatore di casi gravi di rapine da parte dello Stato perpetrate da persone del suo intimo ambiente, che continuano a godere della massima impunità. Lo scorso Natale non sono esplosi solo i fuochi d’ artificio, ma anche lo scandalo dell’ accordo sotto banco dell’ allora procuratore generale Sergio Coscia, il quale, ricorrendo a meccanismi extragiudiziali, ha chiuso un accordo di pagamento di sette milioni di dollari alla compagnia Texos Oil per annullare la causa contro Petróleos Paraguayos, che chiedeva il pagamento di 30 milioni di dollari per presunti danni di responsabilità contrattuale, riguardante un contratto che secondo i registri non è mai stato firmato. Quando il pasticcio fu reso pubblico, il governo annullò la decisione, Abdo tacque e Coscia si dimise seccato. Denis Lichi, presidente della Petropar, che ha firmato l’accordo illegale, resta al suo posto.
A poco più di due anni in carica come presidente (ad agosto saranno tre dei cinque costituzionalmente previsti ), Mario Abdo Benítez è già stato coinvolto in numerosi casi, anche sotto minaccia di impeachment, da cui sfuggì, , grazie a Bolsonaro, che, dopo la consegna della sovranità energetica a Itaipu, tese una mano e acconsentì all’ annullamento del documento. Un “aiuto” che, alla fine, potrebbe danneggiare il Paraguay nella rinegoziazione del trattato di Itaipu nel 2023, sempre sotto l’ attuale governo paraguaiano. D’ altra parte, l’ ex ministro degli Esteri e attuale direttore della centrale idroelettrica bi-nazionale paraguaiano-brasiliana di Itaipú, Federico González, è la figura oscura coinvolta nella firma e tentata attuazione dell’ Atto segreto di Itaipú, in cui questo governo ha cercato di cedere l’attività dell’energia a una società di proprietà della famiglia del presidente brasiliano di estrema destra Jair Bolsonaro. Amico d’infanzia dell’attuale presidente e membro, insieme a Goli Stroessner e Abdo, del Movimento “Paz y Progreso”, è uno stronista corrotto (seguace del sanguinario dittatore Alfredo Stroessner), e nipote politico di Sebastián González Insfrán, noto “consigliere” delle società appaltatrici di Itaipu, sia paraguaiane che brasiliane. Nel frattempo, un difensore delle transnazionali Usa, Arnaldo Giuzzio, caro all’ ambasciata Usa, è subentrato come ministro dell’ Interno, per portare avanti la politica di intimidazione e repressione di chi va a lottare per i diritti e denuncia le ingiustizie. E a prendere il posto dello stronista González, Euclides Acevedo sarà il Ministro degli Affari Esteri, dopo la sua permanenza al ministero dell’Interno, con il compito di approfondire l’ agenda dei padroni nazionali e transnazionali, soprattutto brasiliani e americani, difendendo gli interessi di proprietari terrieri e imprenditori, da un lato, e reprimendo e umiliando le lavoratrici di campagna e di città, dall’altro.
L’articolo di Miguel H. López pubblicato sul quotidiano Adelante (“Marito de la Corruption”) racconta i principali atti di corruzione commessi dal governo Abdo, dall’ atto segreto di Itaipú gestito dal vicepresidente Hugo Velázquez e dall’attuale Direttore di Itaipú Federico González, alle tangenti nell’ Istituto Nazionale Indert per lo Sviluppo Rurale e della terra. Si riferisce anche agli acquisti sopra fatturati di maschere e acqua tonica in aeroporto e Petropar (Petróleos de Paraguay), alla corruzione nel mancato acquisto di forniture al Ministero della Salute, i sette milioni di dollari quasi pagati a Texos Oil o allo scandalo internazionale che riguarda il debito con la compagnia statale venezuelana Petróleos de Venezuela (PDVSA) e la manovra con l’ autoproclamato presidente Jujan Guaidó.
Gennaio 2021 è iniziato con questo scandalo di corruzione. Il Capo di Stato Maggiore della Presidenza, Juan Ernesto Villamayor, sopravvissuto a molti governi del Partido Colorado e a molte accuse di corruzione, è stato esposto a livello internazionale quando un’indagine del quotidiano statunitense The Washington Post ha rivelato che la rappresentanza dell’ autoproclamato Guaidó, aveva negoziato un accordo sul debito del Paraguay con la compagnia petrolifera del paese caraibico. Ciò avrebbe comportato una commissione di 26 milioni di dollari al dirigente petrolifero Javies Troconis, avvocato dei parenti di Abdo in Argentina, messo a negoziare da Guaidó. Lo stesso Guaidó ha gettato la colpa su Villamayor, che è stato interrogato nel Congresso. Il presidente Abdo non ha espresso un’opinione sulla questione che espone il suo governo a livello internazionale.
I casi di corruzione in questi poco più di due anni di governo di “Marito” Abdo sono stati tanti. Questa è una rapida rassegna dei più popolari:
Il caso del narcotrafficante Reinaldo Cucho Cabaña (che compare in una foto già emblematica con Abdo) ha provocato le dimissioni dell’ allora ministro della Segreteria Nazionale per l’ Amministrazione dei Beni Confiscati (Senabico), Karina Gómez, coinvolta nella gestione e destinazione dei beni.
Le terre e l’Indert (Istituto nazionale per lo sviluppo rurale e del territorio). L’ allora presidente dell’entità, Horacio Torres, fu costretto a rassegnare le dimissioni dopo che fu scoperta l’esistenza di tangenti per consegnare la terra.
Ministri dalle false testimonianze. Numerosi ministri sono stati denunciati per falsa dichiarazione patrimoniale davanti al Controllore Generale della Repubblica: la ministra dell’ Ufficio del Lavoro, Previdenza Sociale e Occupazione, Carla Bacigalupo; quello dell’ Educazione, Eduardo Petta; quello dell’ Housing, Dany Durand; quello dello Sviluppo Sociale, Mario Varela, e quello delle Donne, Nilda Romero.
Punta dell’iceberg dei casi legati alla pandemia. A Petropar e alla Direzione Nazionale dell’ Aeronautica Civile (DINAC) sono state scoperte fatture eccessive per l’acquisto di maschere facciali e articoli di acqua tonica non necessari. I responsabili si sono dimessi dalle loro posizioni: Edgar Melgarejo dalla direzione del DINAC; e Patricia Samudio da Petropar.
Corruzione nel mancato acquisto di forniture. La Sanità, con il ministro Julio Mazzoleni alla guida, ha acquisito forniture che non rispondevano agli standard e ai requisiti per affrontare la nuova pandemia di coronavirus; a metà 2020 deputati che controllavano le consegne, che hanno denunciato che si vincevamo le gare sanitarie anche falsificando documenti, saltando procedure ed eseguendo azioni illegali. L’ Ufficio del Controllore ha scoperto che quasi tutte le procedure erano imperfette e nulle.
Il Ponte-Passerella d’ Oro. Il Ministero dei Lavori Pubblici e delle Comunicazioni, guidato dall’espatriato evangelico Arnoldo Wiens, ha costruito sull’autostrada Ñu Guazú un ponte-passerella con un design metallico di un tipico falso ñandutí (con immagini scaricate da Internet di disegni in pizzo ), ad un costo molte volte superiore ai due milioni di dollari che, secondo gli esperti, avrebbe costato. Il padrino della gara era Jorge López Moreira, cognato del presidente, che garantiva che la società Engineering S.A. avrebbe vinto come unico offerente.
Oltre ai saccheggi, agli sfratti, alle torture a Ciudad del Este da parte della Marina Militare, alla tortura e all’omicidio delle due bambine da parte della Fuerza de Tarea Conjunta (FTC) dell’ esercito e all’impunità del terrorismo padronale che intimidisce e criminalizza quando non corrompe i lavoratori, sono parte del progetto capitalista del, sempre più lontano dal generare benessere per la maggior parte del popolo, sempre più lontano dalla giustizia sociale e dalle pari opportunità.

Alfredo Stroessner e Mario Abdo Benítez figlio del segretario personale del dittatore.