Gennaio 16, 2022

AFV

Libera la tua mente

ELEZIONI IN PERU’, DUELLO TRA PEDRO CASTILLO E KEIKO FUJIMORI.

Pedro Castillo di Perú Libre

Francesco Cecchini

Il valore astratto di un’   idea non ha importanza nella storia. Ciò che conta è il suo valore concreto.             

José Carlos Mariátegui

Per Pedro Castillo la sua idea è il programma di Perú Libre e il valore concreto è realizzarlo.

Negli ultimi cinque anni il Perù è stato seriamente colpito dall’ aver avuto quattro presidenti e due parlamenti, che non gli hanno permesso di muoversi verso uno sviluppo socio economico  consolidando istituzioni democratiche, per non parlare di affrontare efficacemente la pandemia che sta causando molta sofferenza nella popolazione. Ma i problemi vengono da lontano. Il colpo di stato militare di Fujimori con i carri armati che dovrebbe essere ricordato in queste elezioni è stato il 5 aprile 1992,  29 anni fa. Lì iniziò a prendere piede il controllo totale dello Stato da parte del potere economico , come avvenne in diversi paesi dell’America Latina. Alberto Fujimori ne ha combinato di tutti i colori. Per esempio, le sterilizzazioni forzate, camuffate all’  epoca da piano sanitario ed ha impugnato come capo d’accusa la morte di 5 donne e danni fisici gravi permanenti ad altre 1.300.  Il piano portò alla sterilizzazione di oltre 300.000 donne delle comunità andine, per ridurne la loro presenza numerica sul territorio e nel Paese. Una sorta di pulizia etnica su base “medica” criminale. Inoltre con l’  aiuto di Vladimiro Montesinos, suo capo dei servizi segreti, ha riempito le carceri di prigionieri politici.  Centinaia di donne ed uomini, ex miltanti di Sendero Luminoso, del MRTA, Movimiento Revolucionario Túpac Amaru e di movimenti sociali continuano ad essere incarcerati da moltissimi anni in carceri dove hanno vissuto torture, assassinii e massacri.                                                                    

Inoltre c’  è ora la pandemia da coronavirus che secondo un rapporto del Fondo Moneterio Internazionale (FMI) ha causato nel 2020 più di 1,8 milioni di nuovi poveri, causando così che il 27,5% per cento della popolazione è in povertà e la situazione della salute è drammatica, in quanto le vaccinazioni non sono sufficenti per tutta la popolazione. Il numero dei morti è altissimo.

I risultati definitivi, secondo l’   ONPE, Oficina Nacional de Procesos Electorales,  delle elezioni presidenziali tenutesi domenica 11 aprile in Perù hanno confermato che Pedro Castillo di Perú Libre, 19.098 % dei voti e Keiko Fujimori di Fuerza Popular 13.368 % dei voti sono i candidati che si recheranno al secondo turno il 6 giugno.  Per gli altri il risultato nell’  ordine è il seguente: Rafael López Aliaga di Renovación Popular con el 11.699 % dei voti, Hernando de Soto di Avanza País  con 11.593 %  dei voti, Yonhy Lescano di Acción Popular con 9.101 % dei voti, Verónika Mendoza di Juntos por el Perú con il 7.86 % dei voti, César Acuña di Alianza para el Progreso con il 6.035 % dei voti, George Forsyth di Victoria Nacional con il 5.628 %, Daniel Urresti di Podemos Perú con il 5.613 %, Julio Guzmán (Partido Morado) alcanzó el 2.25 %, Alberto Beingolea del Partido Popular Cristianocon il 1.972 %, Daniel Salaverry di Somos Perú con il 1.662 %, Ollanta Humala del Partido Nacionalista Peruano conil 1.601 %, José Vega di Unión por el Perú con il 0.705 %, Ciro Gálvez di Renacimiento Unido Nacional con il 0.623 %, Marco Arana del Frente Amplio con il 0.454 %, Rafael Santos di Perú Patria Segura con 0.384 % ,  Andrés Alcántara di Democracia Directa con 0.353 %.  Sono stati registrati 14.011.989 voti validi, 2.134.702 voti bianchi e 917.416 voti non validi.

La votazione è stata molto frammentata e lo sarà anche il futuro parlamento. Nove, quelle che hanno ottenuto percentuali di voto superiore al 5%, saranno le formazioni politiche presenti nel  prossimo Parlamento della Repubblica,

Keiko Fujimori

Keiko Fujimori, alla testa del partito populista di destra Fuerza Popular, è  già stata candidata a presidente due volte, nel 2011 e nel 2016, perdendo entrambe le volte. E’ stata  in carcere fino allo scorso maggio 2020 con l’accusa di riciclaggio di denaro. Ha detto che se verrà eletta libererà il padre, il criminale  Alberto Fujimori, che è in carcere con una condanna a 25 anni per corruzione e sistematiche violazioni dei diritti umani durante la sua presidenza. Suoi alleati possono essere Hernando De Soto di Avanza País e Lopez Aliaga di Renovación Popular, fujimoristi storici, che parteciparono al governo autoritario di Alberto Fujimori dal 1990 al 2000, ma sta moderando il suo discorso, cercando di creare ponti con altri soggetti e con il centro, usando principalmente la campagna di terrore per il pericolo con Pedro Castillo trasformare il Perù in Venezuela e agitando lo spauracchio di Sendero Luminoso. Tutto ciò le ha portato alcuni frutti, come il recente sostegno dello scrittore e politico Mario Vargas Llosa e altri rappresentanti della destra peruviana potrebbero fare lo stesso e impedire il trionfo di Castillo.

Mario Vargas Llosa ha invitato i peruviani a votare per  Keiko Fujimori nel secondo turno presidenziale delle elezioni del 6 giugno, considerandola “il male minore” nei confronti del suo rivale di sinistra Pedro Castillo.

Conclusione. Keiko Fujimori rappresenta la continuità dell’   ordine stabilito dalla politica delle grandi aziende multinazionali e nazionalii. Il modello economico è stato ed è profondamente legato a bande criminali come quella del caso “Lavajato”. Per i media del pensiero unico, difesa della sacra Costituzione del 1993, ecc., il modello economico e la politica della corruzione sarebbero separati, ma la realtà lo nega perché sono gli stessi attori e operatori.

Pedro Castillo

Pedro Castillo di Perú Libre  è un marxista che ha, tre l’   altro, come modello la Cuba di Fidel Castro. Il suo programma prevede di nazionalizzare le attività di estrazione mineraria, e i settori del gas e del petrolio, e di aumentare le tasse per gli investitori stranieri. Ha impostato la sua campagna elettorale sostenendo che queste elezioni fossero una lotta di classe tra ricchi e poveri, dicendo che avrebbe eliminato le disuguaglianze. Una sua possibile elezione è temuta soprattutto dalla classe imprenditoriale del paese, visto che tra i suoi obiettivi c’è quello di espandere il controllo statale sull’industria e diminuire il potere economico delle imprese.

 Il Movimento Nuovo Perù di Verónika Mendoza  e il Partito Comunista Peruviano (PCP) hanno deciso di appoggiare Pedro Castillo nel secondo turno delle elezioni presidenziali per sconfiggere, unendo organizzazioni democratiche politiche, sociali e popolari   Keiko Fujimori e quello che rappresenta, il fujimorismo, un modello conservatore, autoritario e corrotto.

 Lo scopo è quello di instaurare  un governo democratico, popolare e partecipativo sulla via di una nuova costituente. Un’   alternativa, quindi, al sistema capitalista e al modello neoliberista:  lotta alla corruzione, difesa dei diritti e dell’uguaglianza dell’   intera popolazione, una nuova economia che includa un’   imposta sulla ricchezza, il recupero della sovranità popolare sulle risorse nazionali e una nuova riforma agraria.

 Passo fondamentale sarà un’Assemblea Costituente per redigere una nuova costituzione per un nuovo Perù democratico.

Perú Libre di Pedro Castillo, Nuevo Perú di Veronika Mendoza  e il Partito Comunista Peruviano uniti per cambiare il sistema