Álvaro Uribe macellaio, un genocida innominabile.


Francesco Cecchini


Ancora Fischia il Vento ha raccontato le vicende politico-giudiziarie di Álvaro Uribe, il nemico numero uno della pace in Colombia. I link sono i seguenti.
https://www.ancorafischiailvento.org/2020/08/20/intervista-al-senatore-colombiano-cepeda-su-uribe-e-appello-per-la-sua-vita/
https://www.ancorafischiailvento.org/2020/09/03/colombia-caso-uribe-da-corte-suprema-a-procura/
In Colombia il 26 luglio è ripreso il processo contro Álvaro Uribe per corruzione e frode processuale. Il processo è iniziato nel febbraio 2012 quando Uribe ha citato in giudizio Iván Cepeda per presunta manomissione di testimoni, ma il processo ha finito per rivoltarsi contro di lui. La ripresa è iniziata alle 8:20 di mattina e l’ anullamento del caso è stato cancellato. Da parte sua la Giudice 28, Carmen Helena Ortiz, ha citato le regole del processo per chiedere l’annullamento per motivi rigorosamente definiti dalla legge. Di fronte a ciò, il procuratore delegato non ha rispettato l’ onere argomentativo sul perché il danno sia stato causato dalla decisione del giudice. Il giudice ha quindi respinto la richiesta di annullamento della Procura Generale, ma ha accolto la richiesta di consentire alle parti di parlare in udienza.
Quindi il processo continua e si spera, in Colombia ,che si concluda con una condanna di Álvaro Uribe, un passo importante verso la sconfitta politia totale dell’ ex presidente e la costruzione di un’ alternativa a lui, al suo partito e al suo uomo, il presidente Iván Duque.
Da notare che lo scorso 6 luglio, la Giurisdizione Speciale per la Pace (JEP) ha denunciato che nella regione del Catatumbo almeno 120 persone sono state uccise tra il 2007 e il 2008 nell’ ambito di una politica criminale dell’ Esercito di aumentare le statistiche ufficiali del successo militare. Si tratta dei cosìdetti falsos positivos.
Dietro tutto ciò c’ era sempre il macellaio Álvaro Uribe, presidente della Colombia in carica dal 2002 al 2010.

Álvaro Uribe ha dato l’ ordine.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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