Una maxi inchiesta della magistratura lombarda, cento arresti nel comasco tra cui un ex sindaco, ha portato a scoprire ciò che da tempo si sa essere uno degli eventi economici del paese: l’enorme intreccio delle mafie con il sistema imprenditoriale del nord.
La crisi pandemica ha accelerato il processo di criminalizzazione del mondo degli affari, perché tanti imprenditori in difficoltà si sono rivolti a chi ha soldi pronti e subito: le mafie.
“Cosa hanno in comune un’imprenditore lombardo e una cosca della Ndrangheta? “ Si è chiesto il PM Pasquale Adesso. “ L‘evasione fiscale che permette di massimizzare i profitti.” È stata la risposta.
Tra infiltrazioni mafiose, evasione fiscale, lavoro nero, mancato rispetto della salute e della stessa vita di chi lavora, il mondo imprenditoriale italiano ha un sempre più alto tasso di criminalità. Ma politicanti come Renzi, Salvini e Meloni, mass media e imprenditori sfruttatori, considerano criminale il reddito di cittadinanza. E il governo Draghi taglia e incrudelisce il reddito.
Se c’è una conferma di quanto sia brutalmente e ferocemente di classe il sistema politico e di potere in Italia, è in questa campagna reazionaria contro il diritto dei poveri ad avere un reddito. Mentre la Ndrangheta conquista alla sua criminalità i colletti bianchi di Milano. Se si deve proprio parlare di criminalità dilagante, parliamo di imprenditori.

Giorgio Cremaschi PaP

Di L.M.

Appassionato sin da giovanissimo di geopolitica, è attivo nei movimenti studenteschi degli anni novanta. Militante del Prc, ha ricoperto cariche amministrative nel comune di Casteldelci e nella C.M. Alta Valmarecchia. Nel 2011 crea il blog Ancora fischia il vento.

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