Copertina del libro di Alan Bennet. Elisabetta II è ritratta nella carrozza detta Irish State Coach, maggio 2005

Elisabetta II, 96enne ha esalato l’ultimo respiro giovedì 8 settembre 2022, dopo aver trascorso 70 anni sul trono. La defunta è stata il monarca regnante più lungo del mondo dopo la morte del re Bhumibol Adulyadej della Thailandia nel 2016.
L’eredità della regina Elisabetta II è colonialismo, schiavitù, razzismo e saccheggio. Tra gli innumerevoli interventi colonialisti, la corona britannica ha partecipato attivamente al genocidio dei Mau-Mau in Kenya (1952-1960), alla guerra contro l’Egitto sul Canale di Suez (1956-1957), alla campagna di guerra in Irlanda (1956-1962) , la guerra delle Falkland (1982), la prima guerra del Golfo (1990-1991), la guerra in Bosnia (1992-1995), la guerra in Afghanistan (2001-2021), la seconda guerra in Iraq (2003-2009), i bombardamenti della Libia (2011) e gli attacchi alla Siria: gli eredi alla corona Harry e William hanno partecipato -da lontano, sì- alle guerre in Iraq e Afghanistan.
In questi momenti Elisabetta II è ovunque nelle televisioni, nei media, ma non è mia intenzione ricordarla dettagliando il ruolo nefasto della corona britannica, ma proponendo la lettura di un romanzo che la rdidocolizza. Il romanzo è La Sovrana lettrice di Alan Bennet. Alan Bennet è uno scrittore comico e il romanzo è comico. Così la casa editrice Adelphi lo presenta.
A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d’Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. E in effetti è successo qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali ripercussioni sul suo entourage, sui sudditi, sui servizi di sicurezza e soprattutto sui lettori lo scoprirà solo chi arriverà all’ultima pagina, anzi all’ultima riga. Perché oltre alle irrefrenabili risate questa storia ci regala un sopraffino colpo di scena – uno di quei lampi di genio che ci fanno capire come mai Alan Bennett sia considerato un grande maestro del comico e del teatro contemporaneo.
W la monarchia!!!
Leggete il romanzo e fatevi un paio di sane risate alla faccia di Elisabetta II.



Il nuovo re Carlo III e la defunta Elisabetta II

Alan Bennett                       

Alan Bennett è nato a Leeds  nel 1934(Yorkshire occidentale) e precisamente nel quartiere operaio Armley. Figlio di un macellaio, dopo gli studi secondari ha vinto una borsa di studio ad Oxford presso l’Exeter College, dove si è laureato in storia e dove è rimasto per diversi anni come ricercatore e docente di storia medievale, finché non ha abbandonato il mondo accademico per dedicarsi al teatro.

Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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