Paolo Desogus

Davvero difficile capire a cosa serve votare quando dagli USA ci dicono senza alcun imbarazzo che comunque andranno le elezioni in Italia il paese non potrà cambiare posizione sulla questione ucraina e la Presidente della Commissione Europea dice pubblicamente e chiaramente che l’UE ha tutti gli strumenti per rimettere in riga l’Italia qualora non rispettasse i dictat della Commissione

A cosa serve votare?

Le parole di Ursula von der Leyen sono molto gravi. Mattarella, manco a dirlo, dovrebbe intervenire. Il suo silenzio ci dice che però in fondo è d’accordo che l’Italia possa essere punita da istituzioni slegate dai processi democratici.

Eppure se esistesse un reale pericolo antidemocratico avrebbe dovuto verificare con largo anticipo e manifestare qualche preoccupazione prima di indire le elezioni, esigendo dal parlamento regole chiare contro eventuali tentativi eversivi. Non è intervenuto in passato e non lo farà ora

Mattarella condivide infatti il punto di vista della presidente europea: l’Italia è una repubblica a sovranità limitata e la volontà popolare è legittima nella misura in cui non interferisce e anzi promuove le direttive europee, cioè le politiche neoliberali. Questo vale se c’è al governo Meloni, così come per qualsiasi governo che da sinistra o da destra intende trarsi fuori da queste linee programmatiche.

Permettetemi un ultimo pensiero. La vittoria della Meloni mi angoscia. Non penso che si tratti di una forza fascista o eversiva. Chi lo dice sa ben poco di fascismo. È però una forza che promuove una politica che unisce il luridume dell’Italietta e la violenza del neoliberlismo.

È una destra che va combattuta, ma non con la paura o con le procedure di infrazione. La si combatte con la politica, con una visione alternativa delle cose, con la volontà di promuovere un’idea di paese vicina alle classi disagiate.

Il paradosso delle parole della von der Leyen è che quella sua minaccia è un ostacolo anche a un’autentica politica di sinistra. Per sventare la regressione meloniana occorrono politiche espansive del tutto opposte a quelle che promuovono i tecnocrati di Bruxelles.

Di Red

„Per ottenere un cambiamento radicale bisogna avere il coraggio d'inventare l'avvenire. Noi dobbiamo osare inventare l'avvenire.“ — Thomas Sankara

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza cookie indispensabili per il suo funzionamento. Facendo clic su Accetta, autorizzi l'uso di tutti i cookie.
Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy