Il referendum ha visto più del 66% dei cubani esprimersi a favore della misura che amplia i diritti delle famiglie, protegge maggiormente donne e bambini e garantisce il matrimonio per tutti.

Con il referendum del 25 settembre, l’isola di Cuba è divenuta ufficialmente il primo Paese socialista a garantire il diritto di contrarre matrimonio a tutti i cittadini. Il 66,87% degli elettori si è infatti espresso a favore del nuovo Codice delle Famiglie, che sostituisce quello vigente dal 1975 e prevede anche numerose altre misure per ampliare i diritti delle famiglie e proteggere maggiormente donne e bambini.

Questa legge è a sua volta stata resa possibile dalla nuova Costituzione approvata nel 2019, sempre attraverso un referendum. Mentre la vecchia carta costituzionale definiva il matrimonio come l’unione tra uomo e donna, la nuova versione non presenta alcuna limitazione di questo tipo, lasciando la porta aperta all’introduzione del matrimonio per tutti coloro che hanno compiuto i diciotto anni. In quell’occasione, oltre il 90% dei cittadini si era espresso a favore della riforma costituzionale.

Secondo il manifesto della testata Granma, il nuovo Codice delle Famiglie:

– difende l’uguaglianza, la dignità e il rispetto della diversità senza discriminazioni;
– riconosce e protegge la pluralità dei modelli familiari;
– riconosce il diritto di tutte le persone a formare una famiglia, ad adottare e ad utilizzare le tecniche di riproduzione umana assistita;
– stabilisce conseguenze legali per le violenze familiari;
– riconosce il diritto alla cura e alla protezione legale a coloro che ne sono responsabili;
– riconosce i diritti delle persone anziane e disabili;
– non limita i diritti di nessuno, né vuole imporre modelli familiari;
– mostra l’impegno dello Stato cubano nella protezione dei bambini, degli adolescenti e delle famiglie.

Il giorno dopo lo svolgimento del referendum, il presidente Miguel Díaz-Canel e il presidente dell’Assemblea nazionale del potere popolare, Esteban Lazo Hernández, hanno firmato e approvato la legge in un atto ufficiale al Palazzo della Rivoluzione. Prima dell’approvazione della nuova legislazione, Díaz Canel ha affermato che “giustizia è stata fatta. Approvare il Codice delle Famiglie è rendere giustizia. Stiamo saldando un debito con diverse generazioni di uomini e donne cubani, i cui progetti familiari aspettano da anni questa legge. Da oggi, saremo una nazione migliore“.

Dopo la firma, invece, il presidente cubano ha sottolineato che la vittoria del Sì è un omaggio allo storico leader della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, all’eterna presidente della Federazione delle donne cubane, Vilma Espín, e al generale dell’esercito Raúl Castro, che hanno promosso l’iniziativa che questa domenica ha ottenuto la maggioranza dei voti.

Da parte sua, Esteban Lazo Hernández ha sottolineato che con l’approvazione del Codice della Famiglia il 25 settembre “hanno trionfato l’amore, l’affetto, la pace, l’inclusione e la giustizia sociale; il Sì per le famiglie cubane”.

Sebbene abbia creato grande dibattito nella società cubana, con i settori più conservatori e cristiani che si sono opposti al referendum, per i fautori del nuovo Codice delle Famiglie esso rappresenta un adattamento necessario al nuovo contesto della società cubana, che vuole caratterizzarsi per la sua inclusività e per la protezione dei diritti dei più deboli. Non si tratta infatti di introdurre un cambiamento sociale, ma semplicemente di prendere atto dei cambiamenti effettivi che hanno avuto luogo negli ultimi decenni.

Cuba ha detto Sì per un Paese migliore, dove la virtù è l’unico parametro per misurare le altezze morali, dove la piena dignità è la regola, senza eccezioni. La saggezza popolare ha parlato per il bene comune, che include anche coloro che hanno deciso di votare contro o di non esprimersi”, ha scritto la giornalista Yeilén Delgado Calvo su Granma. “Il 25 settembre 2022 è già una giornata storica, l’Isola ha dimostrato ancora una volta che fare la Rivoluzione significa non fermarsi mai nella ricerca di più giustizia, a prescindere dalle avversità. La strada non è mai stata facile, ma è stata molto degna. Altre lotte restano nell’onorevole sforzo di esaltare l’umano, ma questo Sì costituisce, senza dubbio, la vittoria della bellezza e del bene”.

Con l’approvazione del Codice delle Famiglie, Cuba diventa il nono Paese dell’America Latina a garantire il matrimonio per tutti, dopo Argentina, Cile, Uruguay, Brasile, Colombia, Ecuador, Costa Rica e Messico.

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Giulio Chinappi – World Politics Blog

Di Giulio Chinappi - World Politics Blog

Giulio Chinappi è nato a Gaeta il 22 luglio 1989. Dopo aver conseguito la maturità classica, si è laureato presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università “La Sapienza” di Roma, nell’indirizzo di Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale, e successivamente in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo presso l’Université Libre de Bruxelles. Ha poi conseguito il diploma di insegnante TEFL presso la University of Toronto. Ha svolto numerose attività con diverse ONG in Europa e nel Mondo, occupandosi soprattutto di minori. Ha pubblicato numerosi articoli su diverse testate del web. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora. Nel suo blog World Politics Blog si occupa di notizie, informazioni e approfondimenti di politica internazionale e geopolitica.

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