62 anni d’età e 41 di contributi, questi sono i parametri previsti dalla legge di Bilancio per andare in pensione e per aggirare per la seconda volta la legge Fornero

Quota 100, Quota 102 ed ora Quota 103 sono misure che servono a ripristinare le cosiddette pensioni di anzianità abolite con la legge Fornero.

È prevista anche la proroga per Ape Sociale, quella che prevede per le categorie professionali gravose un’età minima di 63 anni ed un contributivo minimo ridotto per il 2022 a 32 anni. Rinnovata altresì Opzione Donna che prevede 35 anni di contributi e 58 anni d’età per donne con due o più figli, 59 anni con un figlio e 60 negli altri casi.

L’obiettivo principale del provvedimento è quello di superare Quota 102 che rimarrà in vigore fino al 31 dicembre.

Il sistema pensionistico italiano è una babele di norme. E’ un sistema iniquo e diseguale.

Un quinto dei pensionati percepisce un’indennità che equivale ad oltre il 42% della spesa complessiva, mentre al 20% dei redditi pensionistici più bassi va poco più del 5%. Oltre un terzo dei pensionati riceve meno di 1.000 euro lordi al mese.

‘A livello territoriale più del 50% della spesa complessiva è erogata ai residenti nel Nord del Paese, il 27,8% nel Mezzogiorno e il 21,1% nel Centro. Questo significa che a maggiori opportunità occupazionali corrispondono ‘indennità pensionistiche altrettanto adeguate’, mentre sono penalizzati precari e disoccupati.

C’è chi è andato in pensione con meno di 40 anni di età e chi invece ci andrà a settant’anni e chi non ci andrà mai. Non solo. Con il sistema contributivo ‘le disuguaglianze e le ingiustizie cresceranno anche nell’importo dell’indennità, in particolare tra chi ha avuto un lavoro stabile e ben retribuito e chi invece ha svolto lavori saltuari e spesso mal pagati’.

Disoccupati e poveri non solo hanno dovuto vivere nella precarietà, ma percepiranno una pensione che li manterrà in una situazione di disagio sociale.

Tutto questo in contraddizione con il principio della ‘capacità contributiva’ sancito dall’articolo 53 della Costituzione italiana. 

Altro che ‘pari dignità sociale’. Si continuano a proporre leggi che seppur necessarie per tutelare i lavoratori, contribuiscono a rendere il sistema pensionistico sempre più ingiusto.

Fonte REDNEWS

Di Giovanni Pulvino (REDNEWS)

Insegno Scienze giuridiche ed economiche dal 1993. Dopo tanti anni di supplenze sono passato di ruolo nel novembre del 2015. In quel periodo il portale web di Tiscali dava agli utenti la possibilità di esprimersi tramite le ‘Socialnews’. Ed è cosi che nel luglio del 2012 ho iniziato a scrivere articoli raccontando le vicende dei precari storici della scuola. Per un anno ho collaborato anche con ComUnità del portale Unità.it. Successivamente, per integrare e proseguire quell’esperienza durata oltre 3 anni, ho creato REDNEWS (28 giugno 2015), un ‘blog di cronaca, informazioni e opinioni dal profondo Sud’. Il mio scopo era ed è quello di dare voce a chi è escluso dalla società, in particolare i disoccupati, i precari, i pensionati al minimo. Nello stesso tempo intendo esprimere il punto di vista di chi vive nel Meridione, terra che è regolarmente esclusa oltreché dal benessere economico anche dai circuiti d’informazione nazionali. La linea editoriale del blog può essere riassunta con le parole scritte nel IV secolo a.C. dal poeta e drammaturgo greco Sofocle: ‘L’opera umana più bella è di essere utile al prossimo’.

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