Giorgia Meloni e sullo sfondo Volodymyr Zelensky

La Premier italiana e il Presidente comico ucraino sono oramai amici stretti. Tanto che la Meloni chiama  Zelensky Volodymyr, che a sua volta la chiama Giorgia.  Il presidente comico Volodymyr Zelensky ha annunciato che presto Giorgia Meloni si recherà a Kiev. Inoltre recentemente ha affermato “Russia prepara nuova fase, servono nuove armi. Se non fermiamo Putin, altro che Unione Europea. Ci sarà la Terza Guerra Mondiale”. E’ lo scenario che il presidente ucrainoVolodymyr Zelensky delinea in un’intervista a Porta a Porta rispondendo alle domande sull’evoluzione della guerra tra Ucraina e Russia.
Di fronte a ciò Meloni ha rinnovato il pieno sostegno del governo italiano a Kiev in ambito politico, militare, economico e umanitario, nel ripristino delle infrastrutture energetiche e nella futura ricostruzione dell’Ucraina. Giorgia ha anche confermato la sua intenzione di recarsi, armi e bagagli  a Kiev per aiutare l’amico Volodymyr  e lo ha invitato a venire in visita a Roma.
I rapporti in Italia con la guerra in Ucraina sono critici. Basti pensare al PD dell’atlantista Enrico Letta, che in parlamento ha approvato l’ invio di armi in Ucraina.
In questa situazione è rilevante la posizione di Unione Popolare: “La guerra in Ucraina va fermata: inviare armi significa allungare la sofferenza di questo martoriato popolo, che dal 2014 combatte una guerra, iniziata in Donbass, causata dai giochi di potere geopolitico della NATO e della Federazione Russa, in cui l’Europa, ormai orfana dei propri ideali fondativi, è divenuta sempre più gregaria degli interessi americani. Nelle guerre, la propaganda dell’una e dell’altra parte ci raccontano narrazioni spesso contraddittorie, quando, invece, la realtà è molto più complessa di quello che appare.”
 







Di Francesco Cecchini

Nato a Roma . Compie studi classici, possiede un diploma tecnico. Frequenta sociologia a Trento ed Urbanistica a Treviso. Non si laurea perché impegnato in militanza politica, prima nel Manifesto e poi in Lotta Continua, fino al suo scioglimento. Nel 1978 abbandona la militanza attva e decide di lavorare e vivere all’estero, ma non cambia le idee. Dal 2012 scrive. La sua esperienza di aver lavorato e vissuto in molti paesi e città del mondo, Aleppo, Baghdad, Lagos, Buenos Aires, Boston, Algeri, Santiago del Cile, Tangeri e Parigi è alla base di un progetto di scrittura. Una trilogia di romanzi ambientati Bombay, Algeri e Lagos. L’ oggetto della trilogia è la violenza, il crimine e la difficoltà di vivere nelle metropoli. Ha pubblicato con Nuova Ipsa il suo primo romanzo, Rosso Bombay. Ha scritto anche una raccolta di racconti, Vivere Altrove, non ancora pubblicata. Traduce dalle lingue che conosce come esercizio di scrittura. Collabora con Ancora Fischia IL Vento. Vive nel Nord Est

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